Pavia, stop al torneo di calcio degli oratori: "Cori e tensione come tra gli ultrà”

La Pastorale giovanile: nei luoghi educativi dedicati ai ragazzi non possiamo avallare certi comportamenti, fermi un anno per dare l’esempio

Niente torneo degli oratori quest'anno

Niente torneo degli oratori quest'anno

Pavia – Scarpette appese al chiodo. La 28esima edizione del torneo degli oratori di Pavia non si disputerà. La decisione arriva mentre fanno notizia i cori razzisti e i divieti imposti ai tifosi delle squadre di serie A nonché le intemperanze dentro e fuori gli stadi, ma è stata presa in novembre.

“i è perso lo spirito oratoriano – dice Luca Gregorelli, direttore della Pastorale giovanile che organizza il torneo – Partecipano tante squadre che hanno il nome di un oratorio anche se appartengono a società sportive e ci sono sempre più genitori con atteggiamenti da ultrà. L’anno scorso sulle tribune non si è visto niente di sportivo. Gli oratori sono luoghi educativi, non possiamo avallare certi comportamenti". Venti squadre, il torneo negli anni è cresciuto moltissimo. "Negli ultimi tempi è esplosa la moda delle tifoserie – aggiunge Gregorelli – che fanno cori contro gli avversari e talvolta sugli spalti ci sono momenti di tensione, oltre a liti e reclami per le sconfitte. Quindi è meglio fermarsi un anno e pensare. Dobbiamo dare un segnale". Il torneo, nato per incontrarsi tra ragazzi e passare serate insieme anche fuori dal campo, è diventato un piccolo Mundial.

E ora l’assessore allo Sport Pietro Trivi è preoccupato: "Non si può accettare che la voglia di stare insieme e competere sportivamente dei ragazzi sia rovinata dai comportamenti maleducati e verbalmente violenti di pochi adulti. Alcuni genitori mi hanno chiesto d’intervenire perché la Pastorale riveda la decisione. Siamo disponibili a ogni azione necessaria affinché il torneo non si arrenda alla stupidità di pochi". Ma è deciso: ci si rivedrà nel 2025.