Pavia celebra la Giornata mondiale della pace con un corteo verso il Duomo e un grido: “No war”

L’iniziativa è stata organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio con le associazioni cattoliche. “Anche i conflitti meno noti sono orribili, in Sudan o in Congo situazione altrettanto tragica”

Pavia – Uno striscione nero con scritto in bianco “No war” e tanti cartelli con i nomi di tutti i Paesi in guerra. Da Pavia si è alzato forte il grido di pace. Circa 300 persone hanno scelto di scendere in piazza nel pomeriggio di Capodanno e chiedere di far tacere le armi. Lo hanno fatto su invito della Comunità di Sant’Egidio, che ha organizzato una marcia per la pace in collaborazione con Diocesi, Movimento dei Focolari, Libera, Azione Cattolica di Pavia, Pastorale universitaria diocesana, Caritas e Centro di aiuto alla vita.

Il corteo per la pace a Pavia
Il corteo per la pace a Pavia

Nessuna bandiera, se non quella arcobaleno, e il ricordo di tanti Paesi dove sono in atto conflitti, hanno percorso il tratto di strada che separa la chiesa del Carmine dal Duomo. Anche il vescovo Corrado Sanguineti ha partecipato al corteo e dialogato con i giovani sul tema della giornata, “Intelligenze artificiali e pace”.

La scelta di una marcia per la pace il primo gennaio, infatti, non è stata casuale visto che proprio il primo giorno dell’anno ricorre la Giornata mondiale della pace, celebrata la prima volta nel 1968 per volontà di Papa Paolo VI. Al momento del ritrovo tutti i partecipanti hanno ascoltato il dialogo tra monsignor Sanguineti e i ragazzi sul loro futuro, quindi sono stati ricordati i 26 Paesi che stanno vivendo un conflitto. Ognuno di questi nomi era riportato su un cartello retto da un rappresentante proprio di quella regione.

Attraversando via XX Settembre per arrivare in piazza del Duomo il corteo ha attirato lo sguardo di chi passeggiava per il centro e si è soffermato su tutte quelle località di cui non sa nulla. "In questi giorni di festa, l’attenzione del mondo e anche la nostra va alla Terra Santa – ha detto Giorgio Musso, referente della Comunità di Sant’Egidio – Ma tutte le guerre sono orribili, non solo quelle che in questo momento sono sotto i riflettori: in Sudan o in Congo la situazione non è meno tragica di altre parti del mondo".

È il terzo anno consecutivo che a Pavia la Comunità di Sant’Egidio organizza la marcia per la pace e ogni volta l’auspicio è quello di non essere costretti a ripeterla il Capodanno successivo. “No war" è la speranza ribadita tra canti e mani che battevano a ritmo prima di entrare in chiesa per la funzione celebrata dal vescovo.