UMBERTO ZANICHELLI
Cronaca

Accusati di concussione. Vertici della Polizia locale: chiesto il rinvio a giudizio

L’11 giugno l’udienza per Maria Grazia Pietrapertosa e il suo vice Critelli, entrambi sospesi. Incriminati per moto da cross prive di targa e assicurazione mai formalmente sequestrate.

Accusati di concussione. Vertici della Polizia locale: chiesto il rinvio a giudizio

Accusati di concussione. Vertici della Polizia locale: chiesto il rinvio a giudizio

È stata fissata per l’11 giugno l’udienza preliminare a carico di Maria Grazia Pietrapertosa, 62 anni, comandante della polizia locale di Cassolnovo e del suo vice, Luigi Critelli, 46 anni, arrestati il 16 gennaio dello scorso anno con le pensati accuse di concussione continuata, falso in atto pubblico, indebita induzione a dare o promettere utilità e atti persecutori nei confronti di un collega. Entrambi ora sono sospesi. La settimana scorsa il sostituto procuratore della Repubblica Paolo Mazza, che è titolare dell’inchiesta, ha chiesto per entrambi il rinvio a giudizio anche se le accuse a loro carico si sono sensibilmente ridimensionate. Dei due capi di imputazione ne è rimasto in piedi solo uno e non figurano gli atti persecutori e l’indebita induzione. Il reato di falso resta solo per Critelli, in riferimento ad un verbale di consegna di motorini. Per un terzo agente coinvolto è stata decisa l’archiviazione.

La vicenda era relativa al fermo di due moto da cross prive di targa e assicurazione mai formalmente sequestrate. Secondo l’accusa la comandante e vice avrebbero invitato i possessori delle moto, per evitare il sequestro, a venderle a persone da loro indicate e ad un prezzo già fissato, di molto inferiore a quello reale. Ma sono tutti aspetti che ora dovranno trovare riscontro oggettivo in aula. Tra le parti offese oltre ai proprietari delle moto e alla madre di uno di essi figura anche il Comune di Cassolnovo che, in caso di rinvio a giudizio, ha già annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile e di chiedere un risarcimento danni. Quell’episodio ha di fatto azzerato la polizia locale del centro lomellino alle porte di Vigevano e costretto l’amministrazione, per poter assicurare la continuità del servizio, a stipulare convenzioni con i centri limitrofi.