Negozianti e produttori soddisfatti
Negozianti e produttori soddisfatti

Tra i settori usciti rafforzati dal ciclone pandemia c’è senza dubbio quello della bicicletta. Il mercato delle due ruote a pedale ha ricevuto una spinta impareggiabile dalle limitazioni ma anche dalle oppurtunità dettate dal lockdown che a loro volta stanno propiziando il tanto atteso cambio culturale verso la mobilità dolce. Dal dopoguerra le scelte urbanistiche e le politiche industriali hanno reso le città quasi sempre a misura di automobilista, con impatto devastante sull’inquinamento e sul trasporto pubblico di superficie. I ciclisti? Una specie aliena fino a un decennio fa, confinata nei parchi urbani. Per i pochi, diventati tanti, coraggiosi che montano in sella per raggiungere il posto di lavoro una corsa quotidiana a ostacoli, tra piste ciclabili anguste spesso occupate da vetture in sosta e ostentata insofferenza dei "padroni della carreggiata".
Poi è arrivato il Coronavirus che ha svuotato gli autobus e per tanti mesi azzerato il traffico. Andare in metro? Un azzardo. Prendere il treno? Sinonimo di contagio. Tutti in bicicletta. Il popolo dei bikers, reali o aspiranti tali, si è moltiplicato in poco tempo sulle strade, certo, ma anche in rete con la corsa al bonus mobilità del Decreto Rilancio che ha suggellato le dimensioni del boom. La piattaforma presa d’assalto e andata in tilt la mattina del 4 novembre e i 210 milioni stanziati dal Governo bruciati in poche ore. La misura consentiva incentivi fino a 500 euro direttamente in conto corrente per l’acquisto di biciclette, e-bike e monopattini acquistati lo scorso anno. La finestra è stata riaperta a metà gennaio con chiusura 15 febbraio, dando la possibilità a chi è rimasto fuori dal primo slot di godere dei benefici

I numeri

I dati

Uno su tutti: Ancma – associazione nazionale ciclo motociclo accessori aderente a Confindustria - fa sapere che stima di superare per il 2020 i 2 milioni di pezzi venduti, con un aumento superiore al 20% sull’anno precedente che era già stato virtuoso. In particolar modo, subito dopo la prima ondata c’è stato un aumento del 60% delle vendite rispetto al 2019: in pratica un aumento di circa 200mila pezzi venduti nel solo mese di maggio sul 2019 pari a più di circa 540mila. Il 2019 si era chiuso con oltre 1.5 milioni di biciclette vendute con un aumento del 7% rispetto al 2018. Il prezzo medio di una bici a pedale è sotto le 400 euro che diventano 1.600 per una elettrica. Il trend positivo prosegue, con meno forza, anche a inizio 2021: la domanda, dunque, tiene. 

L'esperto 

“Diciamo che l'emergenza sanitaria - spiega Piero Nigrelli, referente per la bici di Ancma - è stata una sorta di incidente di percorso che ci ha fatto riscoprire la necessità e il piacere della mobilità soft. Il pubblico è cambiato, me lo testimoniano ogni giorno i negozianti con cui parlo: prima i clienti erano corridori esperti, ora sono neofiti che si avvicinano per la prima volta". In che modo la pandemia ha innescato il boom? "Individuo tre macromotivi concatenati: la paura o l'impossibilità di utilizzare i mezzi pubblici, la voglia di evasione dopo il primo lockdown e naturalmente gli incentivi pubblici per l'acquisto delle biciclette. Questo mix ha posto le condizioni affinchè le persone sentissero il desiderio di scoprire o riscoprire il territorio vicino a casa spesso dato per scontato, in campagna come in città". A proposito di centri urbani, un altro fattore stimolante "E' stato lo sviluppo delle piste ciclabili che sono cresciute in fretta un po' ovunque, malgrado alcune proteste strumentali. La verità è che le ciclabili vengono sempre più apprezzate e utilizzate. Un paio di esempi: a Milano i passaggi sulla ciclabile tra corso Buenos Aires e viale Tunisia sono aumentati del 122 per cento, in corso Venezia del 51 per cento, con tutti i benefici in termini di traffico e inquinamento. Anche gli incidenti sono diminuiti" .

Modelli e prodotti

La crescita si consolida in tutti i segmenti del mondo bicicletta anche se, in proporzione, quello dei mezzi elettrici aumenta più degli altri. Per il resto, dalle city bike alle gravel adatte per gli sterrati - a testimonianza del maggiore interesse per il cicloturismo - la domanda è vivace, senza troppe distinzioni di genere ed età. Lo stesso dicasi per gli accessori: sempre più richiesti cestini, lucchetti e sistemi antifurto. Non solo, rispetto al passato in cui ci si arrangiava con l'esperienza e il buon senso, i nuovi clienti domandano servizi e prodotti assicurativi contro i ladri, nemici sempre puntuali dei ciclisti. Per questo Ancma ha messo a punto vari pacchetti con imporanti broker. "Anche i negozianti stanno capendo - spiega Nigrelli - che non possono più limitarsi alla vendita della sola bici ma devono soddisfare una domanda più ampia di servizi e di richiesta di informazioni un tempo ritenute già acquisite". 

Una scossa elettrica

Il 2020, come anticipato, ha decretato lo straordinario successo le eBike che, secondo le ultime stime, potrebbero volare oltre un robusto +20% sul 2019, mentre le moto elettriche superano complessivamente, per la prima volta in Italia, i 10mila veicoli immatricolati, facendo segnare un convincente +84,5% secondo di dati Ancma.  Entrando nel vivo dei dati che riguardano i veicoli a trazione elettrica, la crescita più significativa in termini percentuali del 2020 è quella che interessa il mercato degli scooter con un + 268,8% (6088 unità immatricolate), seguono le moto con + 125,7% (377 veicoli) e i ciclomotori che, con 4378 pezzi chiudono l’anno a + 8,3%. Positivi anche i numeri dei quadricicli che, con 710 veicoli immatricolati, raggiungono un +10,5% sul 2019. Per quanto riguarda invece l’andamento delle biciclette a pedalata assistita, dai primi dati elaborati da Ancma, si parla di  40mila unità in più vendute rispetto all’anno scorso.

E proprio di “desiderio di nuova mobilità individuale” ha parlato il responsabile del gruppo veicoli elettrici dell’associazione Gary Fabris, collegandolo “in parte alle necessità emerse dalla pandemia di Covid-19, che hanno esaltato le peculiarità delle due ruote come la fruibilità, il distanziamento, la velocità assicurata negli spostamenti, la facilità di parcheggio e la sostenibilità, soprattutto in ambito urbano”. “La crescita del mercato – ha continuato Fabris – dà una propulsione anche a un’industria italiana del settore chiamata oggi ad affrontare importanti sfide, che riguardano appunto la sostenibilità e la conversione tecnologica richiesta dalle istituzioni europee e nazionali. Il consolidamento di una filiera d’eccellenza Made in Italy nell’elettrico rappresenta non solo un elemento facilitatore di questo processo, ma può offrire opportunità occupazionali concrete e molto rilevanti, anche in relazione allo sviluppo interessante che l’elettrico sta avendo nei mercati esteri”. Uno sviluppo che, dopo le misure governative per il sostegno all’acquisto di moto e bici elettriche e la spinta impressa dalle flotte e dalla mobilità condivisa, potrà avere – secondo ANCMA - un ulteriore impulso grazie al rinnovo dell’ecobonus per moto, scooter, ciclomotori, tricicli e quadricicli a trazione elettrica, che prevede uno stanziamento di 150 milioni di euro fino al 2026.

 

Il settore bici in pillole

  • Le aziende del settore ciclo in Italia sono circa 250, in prevalenza piccole o medie imprese
  • Fatturano 1,25 miliardi di euro (pre-emergenza Covid)
  • Lavorano 12.000 addetti fra diretti e indiretti.
  • Oltre il 60% della produzione va in export. In troviamo i principali produttori ed esportatori in Europa.
  • Rete di circa 2.600 negozi con 6.000 addetti e un fatturato di circa 1,35 miliardi.

 

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