La produzione di passeggini e carrozzine  nello storico impianto di Arcore (Rossi)
La produzione di passeggini e carrozzine nello storico impianto di Arcore (Rossi)

Arcore (Monza Brianza), 2 aprile 2019 - Quasi  pronta l’intesa per evitare i 110 licenziamenti alla Peg Perego. Non c’è ancora la firma, perché sono da limare alcuni nodi ancora irrisolti. Ma l’azienda ha detto sì alle principali proposte sindacali. Dunque: 12 mesi di cassa integrazione straordinaria, formazione e riqualificazione per personale, ricollocamenti all’esterno, incentivi alla dimissioni volontarie per quanti andranno in pensione da qui a 3 anni. Particolare attenzione sarà dedicata alle persone con invalidità. "I dirigenti della Peg - spiega Stefano Bucchioni, della Fiom Cgil - hanno riconfermato l’andamento negativo e quindi la scelta di chiudere l’attività del reparto pre-montaggio e confezione. Con in più la riduzione del magazzino intensivo. Una sforbiciata  dovuta al calo di fatturato registrato nel 2018 che ha portato, come sua prima conseguenza, alla riduzione del personale: 110 esuberi su 443 dipendenti. Quasi il 25% della forza lavoro nella fabbrica di carrozzine, passeggini, seggioloni, macchine e moto per bambini. "Da subito ci siamo battuti per evitare i licenziamenti - ricorda Eliana dell’Acqua, sindacalista della Fim, anche lei impegnata nella difficile trattativa -. È stato rimarcato che la cessazione del rapporto di lavoro nel corso della cigs deve avvenire solo volontariamente, con l’accordo dei lavoratori".

Resta aperto il capitolo degli incentivi messi sul tavolo dell’azienda per favorire l’esodo volontario. "Sono insufficienti e quindi si è chiesto all’azienda di rivederli al rialzo - spiegano in una nota i sindacati -. È importante che non vi sia penalizzazione economica rispetto a quanto si sarebbe guadagnato continuando a lavorare». È uno dei nodi che dovrà essere sbrogliato prima di chiudere l’accordo in regione Lombardia. «Per i lavoratori che non hanno i requisiti della pensione – spiega Bucchioni - ma accetteranno outplacement (ricollocazione in altre aziende, ndr), formazione e riqualificazione, abbiamo chiesto che questi strumenti siano utilizzati mantenendo il rapporto di lavoro e durante l’utilizzo della cigs". Anche in questo caso, dunque, niente tagli di personale al buio.

"Questi ammortizzatori - aggiunge il sindacalista - devono essere a carico dell’azienda. È stato chiarito che non possono essere scalati dall’incentivo che il lavoratore deve percepire al momento dell’uscita volontaria anche nel caso di ricollocazione esterna». «Il dovere del ricollocamento - per i sindacati - è una delle responsabilità sociale dell’impresa, sancita anche dalla costituzione, ed impone all’impresa di attenuare l’impatto sociale e le ricadute negative sui lavoratori per colpa delle scelte imprenditoriali". «E’ positiva – racconta dell’Acqua - la scelta della Peg di seguire il percorso da noi proposto per le persone con particolari criticità. Vale a dire verificare con l’Inail l’eventuale possibilità di iniziative per il ricollocamento». La trattativa prosegue per chiudere le questioni ancora irrisolte. Un nuovo incontro è stato fissato per l’8 aprile.