L'allevamento di lumache

Bellusco (Monza Brianza), 6 aprile 2018 - Inventarsi un mestiere allevando lumache, la cui bava, dicono, fa tanto bene alla pelle e combatte le rughe. L’allevamento di chiocciole è nella campagna brianzola, a due passi dalla cascina Camuzzago, antico monastero dei Cavalieri del Santo Sepolcro: un campo di 30.000 metri quadrati con lumache che pascolano in 80 recinti. L’azienda è la Elicinbrianza e nasce da un progetto di Omar Galbussera e della moglie Elena Sala. «Mio marito – spiega Elena – ha un’impresa di giardinaggio e una grande passione per la terra. Da anni coltiva ortaggi e ora è riuscito a realizzare il suo sogno nel cassetto: avviare il suo allevamento di lumache». Lei, 41 anni come il marito, ragioneria ha fatto un corso di puericultrice per lavorare a contatto con i bambini degli asili «da qui l’idea che questo progetto potesse diventare anche un’attività didattica per le scuole».

È possibile infatti organizzare visite guidate per conoscere i vari tipi di lumaca, come vivono e si riproducono. «La nostra attività si basa sull’allevamento di lumache di tipo Helix Aspersa. Puntiamo a una produzione abbondante, destinata sia alla ristorazione che all’estrazione della bava per uso farmaceutico e cosmetico». La bava viene estratta con l’utilizzo di uno speciale macchinario. Funziona così: una doccia stimolante provoca la liberazione della schiuma che, una volta raccolta, è impiegata dalle ditte farmaceutiche per preparare sciroppi, soluzioni e spray per la gola, problemi gastrointestinali. Nell’industria cosmetica è utilizzata nelle creme, in sieri e lozioni. «Grazie al collagene presente è in grado di cicatrizzare, quindi molto utile per rughe, ferite, smagliature, o impurità della pelle».

Alla fine del primo ciclo di allevamento sono stati raccolti 4.800 chili di lumache in un ettaro. «Ben 2.200 chili però sono serviti ad avviare altri 2 ettari dell’impianto con il metodo a cielo aperto. Utilizziamo solo alimentazione vegetale, seminata nei recinti, non prodotti chimici e nemmeno farine». L’azienda va bene, nonostante qualche inconveniente causato dalla siccità della scorsa estate e dagli uccelli che hanno costretto a coprire tutti i recinti con delle reti. «Abbiamo una buona vendita di lumache a ristoranti e a breve cominceremo anche l’estrazione della bava attraverso un macchinario speciale fatto da mio marito, insieme allo zio Cesare Galimberti e mio cugino Marco». L’allevamento da fuori appare come una distesa di insalata, cavoli e bietole. All’interno dei recinti le lumache pascolano liberamente, si accoppiano e depongono le uova da cui nascono le chioccioline destinate all’ingrasso e alla vendita.

Il ciclo comincia a maggio, dopo aver seminato le verdure da cibo. Tra giugno e luglio avviene la riproduzione. Da settembre a ottobre c’è la raccolta e lo spostamento delle chiocciole all’ingrasso prima che da novembre a febbraio vadano in letargo. Allevare lumache richiede attenzioni e un impegno quotidiano: pulizia delle infestanti, taglio della verdura, controllo quotidiano delle lumache, manutenzione terreno fuori dai recinti, controllo dell’impianto d’irrigazione, semina di girasoli, insalata, zucchine. Le lumache sono richieste da ristoranti, agriturismi, trattorie, locande e bar. Si vende al dettaglio direttamente in azienda: 12 euro a chilo, con sconti per quantità più elevate. Elena e Omar saranno alla sagra dell’asparago di Mezzago «con uno street food di degustazione delle nostre lumache alla borgogne, fritte, al sugo con polenta». Sempre a maggio inaugureranno il nuovo impianto di elicicoltura a Cascina Rossino mentre domenica saranno alla Festa di Primavera a Bernareggio.