La fatica di ricominciare. Lui schiacciato da una pressa. I salti mortali della compagna

Il braccio compromesso di Antonino, il pancione e le corse tra casa, lavoro e uomo da accudire. A maggio l’operaio inizierà il servizio civile all’Associazione nazionale mutilati e invalidi.

La fatica di ricominciare. Lui schiacciato da una pressa. I salti mortali della compagna

La fatica di ricominciare. Lui schiacciato da una pressa. I salti mortali della compagna

Lavoro, poi pausa e corsa a fare le medicazioni al fidanzato, vittima di un incidente in azienda, e poi di nuovo in servizio, spesso saltando il pranzo. È la forza delle donne, in una vita di corse e di sacrifici, come quella di Jessica Montagnese, 22 anni. È la compagna di Antonino Ferrara, oggi 27enne, ma che di anni ne aveva 25, il 16 febbraio 2022, quando lavorava alla Fondart Fonderia Lega Leggera Lavorazioni Meccaniche a Cantù ed è rimasto schiacciato da una pressa a fusione, mentre lavorava a parti di alluminio.

Era il secondo lavoro quello per Antonino, lavoratore interinale. Per la maggior parte del tempo lavorava per un’impresa di pulizie su autobus e uffici, ma voleva guadagnare di più, per potersi permettere una casa e una vita con la sua compagna, Jessica Montagnese. "Dopo l’incidente, alle 21 – racconta Jessica – ricevetti la chiamata dei carabinieri che mi dissero di andare all’ospedale di Niguarda, perché ad Antonino era caduta addosso una lastra di ferro ed era in codice rosso". Abitavano lontani, lei a Renate e lui ad Albiate. Dopo la dimissione dall’ospedale Antonino aveva bisogno di cure e medicazioni due volte al giorno. Jessica è diventata la figura di riferimento: a mezzogiorno e sera faceva avanti e indietro fra casa, lavoro in un’azienda di confezionamento alimentare, e casa del fidanzato per accudirlo. "Non aveva nessun altro, come avrebbe fatto? Certo sono stati due anni tosti". Anche perché nel frattempo Jessica era incinta di Leonardo che oggi ha 8 mesi. Finalmente da un anno vivono insieme e l’incombenza di Jessica è un po’ agevolata. Con il bimbo ha l’aiuto dei genitori, mentre lavora. "Ma quando sono a casa – dice – faccio da sola". Antonino, rimasto con un braccio seriamente compromesso, la aiuta come può, evitando, magari di avvicinarsi ai fornelli, soffrendo il calore. Il grosso del lavoro è sulle spalle di Jessica, come pure il carico emotivo. "Quando sono in difficoltà o sono smarrito – racconta Antonino – lei con dolcezza e fermezza mi fa capire dove sbaglio. È la mia roccia". Poco per volta la vita riparte. Dal 28 maggio Antonino comincerà il servizio civile presso Anmil (Associazione nazionale mutilti e invalidi del lavoro) Monza e Brianza, dove verrà formato come impiegato amministrativo, per trovare un nuovo lavoro.