Quotidiano Nazionale logo
27 feb 2022

Carcere Monza, 104 risse e 5 ferimenti solo nel 2021

E il 2022 è iniziato con 12 colluttazioni a gennaio, poche di meno a febbraio Situazione tesa per il cronico sovraffolamento e per la carenza di agenti

marco galvani
Cronaca
Preferisce il carcere
Carcere

Monza -  Oltre cento aggressioni tra detenuti in un anno: 104 risse e 5 ferimenti. E il 2022 è iniziato con 12 colluttazioni a gennaio, poco meno a febbraio. Poi si aggiungono le aggressioni agli agenti, insulti e minacce soprattutto, ma anche fisiche. L’ultima qualche giorno fa a Villa Serena, nel reparto di psichiatria dell’ospedale San Gerardo. Un detenuto pretendeva di uscire dalla stanza per andare a cercare una sigaretta, l’agente che piantonava la porta della camera gli ha bloccato la strada, ma ha ricevuto un violento pugno sulla mascella. Nonostante il colpo è riuscito a bloccare il detenuto e poco dopo la situazione è tornata alla calma. Ma è l’ennesimo episodio di un clima di tensione che più volte i sindacati della polizia penitenziaria hanno denunciato. Da sempre. Ancor più dopo la brutale rissa scoppiata dietro le sbarre di via Sanquirico l’anno scorso ad agosto quando due gruppi rivali si sono scontrati a colpi di bastoni, sgabelli, lamette e stoviglie durante la distribuzione del vitto. Come nel 2015. Il caso è arrivato fino al Parlamento.

Anche attraverso una interrogazione del deputato leghista Paolo Grimoldi per chiedere conto al ministro della Giustizia Marta Cartabia. E il Guardasigilli ora risponde punto su punto rispetto alla situazione della casa circondariale di Monza, istituto che soffre di un cronico sovraffollamento come, del resto, tutti gli altri istituti della Lombardia. Nelle 16 sezioni di via Sanquirico ci sono mediamente circa 600 detenuti, quasi 200 in più rispetto alla ‘capienza regolamentare’ fissata dal Ministero. E così, ad esempio, anche Opera (+261), Bergamo (+214), San Vittore (+176), Brescia (+141) o Vigevano (+128). Ma se sul fronte degli educatori la carenza è di un solo professionista sui 6 previsti, il problema maggiore riguarda la polizia penitenziaria. Riconosciuta dallo stesso Ministero: "La forza in concreto amministrata è pari a 303 unità rispetto alla dotazione organica prevista di 321". E ancora: "La carenza maggiore si riferisce ai sovrintendenti (-48, ma è previsto l’arrivo di 8 unità) e agli ispettori (-14). Di contro, relativamente agli agenti e assistenti, si rileva un esubero di 66 unità".

Certo, "con qualche sacrificio possiamo anche dire di non essere sotto organico, ma con una sezione in più da gestire – visto che nell’ex detentivo femminile che dovrebbe ospitare circa 90 persone a ‘custodia attenuata’ ormai i lavori di ristrutturazione sono completati - è necessario l’arrivo di almeno altri 30 agenti", la richiesta di Domenico Benemia della segreteria regionale della Uil polizia penitenziaria. Che non nasconde la preoccupazione per il livello di tensione raggiunto in carcere e per la sicurezza degli agenti, spesso ‘disarmati’. Ma è lo stesso ministro che rassicura: "Presto doteremo il personale di guanti antitaglio, giubbotti antiproiettile esterno e sottocamicia, caschi di protezione, scudi antisommossa e anche di un maggior numero di maschere antigas nelle sezioni", in caso (spesso) di incendi di protesta nelle celle.
 

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?