Babbo Natale in Brianza da 47 anni: “Il sorriso dei bambini mi fa passare anche il mal di schiena”

Luigi Camisasca, pensionato, porta la barba bianca in mezza provincia. La gioia più grande: “L’appuntamento con i malati del Maria Letizia Verga”

Luigi Camisasca, al centro, e i suoi aiutanti Silvano Lorenzi e Davide Veronesi: uno vestito da pastore, l’altro da elfo

Luigi Camisasca, al centro, e i suoi aiutanti Silvano Lorenzi e Davide Veronesi: uno vestito da pastore, l’altro da elfo

È iniziata in questi giorni la maratona di Luigi Camisasca, certamente uno dei più longevi e famosi Babbo Natale della Brianza. A 73 anni, lucidatore del legno in pensione, questo è il 47esimo Natale in cui veste i panni dell’omone sorridente con la pancia, il vestito rosso e la barba bianca per portare sorrisi ai bambini e sostenere i progetti del Comitato Maria Letizia Verga.

Con lui in una delle tante tappe che riempiono la sua agenda, ci sono Silvano Lorenzi e Davide Veronesi, i due fedeli accompagnatori: uno vestito da pastore, l’altro da elfo, accolgono i bimbi e li preparano all’incontro per la foto e la consegna della letterina in cambio di una manciata di caramelle.

Più la fatica o più le soddisfazioni in questo periodo?

"Certamente sono più le soddisfazioni, incontrare tanti bambini è sempre bellissimo. Vedere i loro occhi che brillano fa superare tutti i problemi, anche quel fastidioso mal di schiena che mi accompagna in questi giorni".

Tante richieste anche quest’anno?

"Ogni anno ci sono novità, insieme agli appuntamenti tradizionali. Adesso comincia il giro in tutte le scuole di Cesano, prima abbiamo fatto qualche mercatino e la tappa fissa al garden, che mi aiuta nella mia raccolta fondi. Ma ogni anno mi segnalano storie di famiglie in difficoltà, dove mi reco a fare visita cercando di usare la massima discrezione, per portare un po’ di sorrisi ai bambini".

Quando comincia l’operazione Babbo Natale?

"Dai primi di novembre si preparano gli attrezzi, controlliamo la slitta in legno, diamo una sistemata, una controllatina ai costumi, poi bisogna pensare ai cartelli che spiegano l’iniziativa e ricordano le donazioni al Comitato, quindi si cominciano a raccogliere le prenotazioni per i vari appuntamenti. Più si avvicina dicembre e più cresce l’emozione".

Qual è la parte più bella di questa iniziativa?

"Riuscire a coinvolgere le persone per portare un po’ di solidarietà a chi sta peggio di noi. Ci sono volontari e associazioni che mi indicano situazioni di difficoltà che riusciamo ad avvicinare con Babbo Natale, organizzando delle consegne speciali. Poi la giornata del 24 è davvero speciale, dal mattino fino a sera inoltrata a girare per le case e incontrare i bambini".

Cosa trova nelle lettere dei bambini?

"Tanta semplicità, tanta bontà commovente. I bambini sono capaci di toccarti il cuore, non lasciano indifferenti. I bambini malati vogliono guarire, ricordo i sorrisi di quelli che ce l’hanno fatta ma a volte riaffiorano i ricordi di quelli che sono volati in cielo e mi prende la commozione e la malinconia. Ma poi penso a quelli che possiamo fare felici in questi momenti e a quanti meravigliosi medici riescono a garantire delle cure efficaci anche grazie a queste iniziative".