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20 mar 2022

L’Ucraina sta diventando un cimitero per i carri armati russi

La Russia ha perso più di 1.150 mezzi corazzati, rivelando una debolezza inaspettata che ha cambiato il corso della guerra

arnaldo liguori
Esteri
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Un carro armato russo distrutto dalle forze ucraine vicino a Luhansk

Dall’inizio dell’invasione, la Russia ha perso un’enorme quantità di truppe, mezzi corazzati e ed equipaggiamenti militari, rivelando così una debolezza inaspettata nel condurre una guerra moderna contro l'Ucraina. Le cause, secondo gli analisti, sono attribuibili alla feroce resistenza ucraina, all’afflusso di sofisticate armi di difesa da parte della Nato e ai numerosi problemi logistici e di comando russi.

L’Ucraina sta diventando, per usare una nota espressione militare, un “cimitero di carri armati”. Decine di video ripresi nelle strade intorno a Kiev, Kharkiv e Mariupol mostrano lunghe colonne di mezzi russi distrutti o abbandonati, ricoperti dalla neve e dai corpi dei soldati. Quella che secondo i piani del presidente Vladimir Putin doveva essere una “guerra lampo” si sta trasformando in un’emorragia senza fine di risorse e caduti.

Non è facile quantificare le perdite, perché entrambe le parti cercano di nascondere le proprie e amplificare quelle avversarie. La lista più attendibile dei mezzi distrutti nel corso della guerra è stilata da Oryx, un progetto che ogni giorno verifica in modo indipendente le perdite degli eserciti coinvolti nel conflitto. L’elenco include soltanto i veicoli e le attrezzature distrutte o catturate di cui esistono prove fotografiche o videografiche, pertanto la quantità di perdite reali è probabilmente molto più alta.

Secondo Oryx, le perdite russe di mezzi militari sarebbero più di quattro volte quelle ucraine. Dall’inizio dell’invasione, la Russia ha perso 427 carri armati, 726 blindati da combattimento, 32 elicotteri da guerra e 20 caccia militari. Complessivamente, includendo anche camion, fuoristrada e veicoli tattici, più di 2.500 mezzi russi sono stati distrutti, abbandonati o catturati dalla resistenza ucraina. Dall’altra parte, le perdite ucraine sono di molto inferiori, per un totale di circa 690 mezzi, di cui solo 93 carri armati.

A livello tattico, si tratta di una disfatta non da poco. In tre settimane, la Russia ha perso oltre un ottavo dei suoi preziosi T-72, T-80 e T-90, i modelli di carri armati apprezzati per la loro potenza di fuoco e la loro gittata. Secondo alcuni analisti citati da Bloomberg, è dalla Seconda guerra mondiale che un così alto numero di mezzi pesanti non veniva distrutto in così poco tempo.

La resistenza ucraina è riuscita a infliggere gravissimi danni ai russi grazie all’utilizzo di armi e droni anticarro. Secondo gli esperti militari, gli ucraini hanno usato molto efficacemente i missili anticarro inviati dalla Nato, in particolare i Javelin, che possono essere sparati da un singolo soldato fino a una distanza di 4 chilometri. Ma anche i droni turchi TB2 sono stati fondamentali per bloccare i convogli di mezzi corazzati russi diretti verso Kiev. "Queste due armi permettono agli ucraini di rimanere fermi in difesa, costringendo i russi a bloccarsi e riorganizzarsi", ha spiegato giorni fa Nicholas Drummond, un consulente della difesa statunitense.

Soldati ucraini si allenano nell’uso dei missili anticarro Javelin
Soldati ucraini si allenano nell’uso dei missili anticarro Javelin

Il problema della Russia, però, è anche logistico. In diverse occasioni, soprattutto sul fronte settentrionale, i suoi mezzi sono rimasti senza carburante e munizioni, oppure senza supporto dopo un guasto. Secondo l’intelligence statunitense, i rifornimenti sono rallentati anche a causa dalla mancanza di un’efficace comunicazione nella catena di comando russa.

Il tentativo di fare una guerra lampo, poi, ha spesso lasciato sguarnite le colonne di carri armati. In diverse occasioni, i mezzi russi si sono diretti verso le città ucraine a grande velocità con pochi soldati di scorta e senza la protezione antiaerea. Questo ha reso i convogli estremamente vulnerabili agli attacchi laterali dalla fanteria armata con missili anticarro. Il problema manifestato dalla Russia è “l’incapacità di utilizzare la fanteria, l’artiglieria e le forze corazzate insieme”, ha spiegato al Wall Street Journal il generale statunitense Herbert McMaster.

Le ingenti perdite russe hanno compromesso il morale delle truppe e cambiato il corso della guerra. Vladimir Putin pensava di conquistare l'Ucraina in meno di due settimane, ma dopo gli insuccessi militari, il suo esercito è diventato più cauto: piuttosto che attaccare direttamente i centri abitati sta logorando il nemico con pesanti bombardamenti, soprattutto a danno della popolazione civile, allo scopo di convincere le città ad arrendersi. Un piano che tuttavia, per il momento, non ha funzionato. Nessuna delle grandi città ucraine si è arresa.

 

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