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13 gen 2022

I servizi segreti inglesi: c'è una spia cinese in Parlamento. Ecco il nome

La nota avvocatessa londinese avrebbe stabilito legami per conto del Partito comunistacon deputati e aspiranti tali oliandoli, secondo la Bbc, con donazioni a politici

epaselect epa08913896 The Winston Churchill statue is seen in front of parliament as a bus travels along the road at dawn in Westminster, London, Britain, 01 January 2021. Britain left the European Union at 11pm on 31 December 2020.  EPA/VICKIE FLORES
La statua di Winston Churchill davanti al parlamento inglese a Londra

Londra -  I servizi segreti inglesi di controspionaggio (MI5) hanno emesso un raro avvertimento ai parlamentari britannici secondo cui una agente cinese si è infiltrata a Westminster per interferire nella politica del Regno Unito. Un avviso diffuso dal servizio di controspionaggio interno fa anche un nome, quello di Christine Ching Kui Lee, che avrebbe «stabilito legami» per conto del Partito comunista cinese (Pcc) con deputati e aspiranti tali. Secondo il sito della Bbc, avrebbe «facilitato» donazioni a politici. Il dato è emerso dopo una lunga indagine condotta dai servizi segreti britannici. 

Secondo i media del Regno Unito, si tratta di una legale basata a Londra molto ben inserita nell’establishment britannico. Ha donato 200.000 sterline (239.000 euro) all’ex membro del governo ombra laburista e deputato in carica Barry Gardiner, e altre centinaia di migliaia di sterline al suo partito. In un comunicato Gardiner ha affermato che tutte le donazioni ricevute sono state regolarmente dichiarate e di essere stato in contatto per anni con i servizi di sicurezza del Regno rispetto all’operato dell’avvocatessa. L’ex premier conservatrice Theresa May ha consegnato a Lee un riconoscimento nel 2019 per il suo contributo ai legami tra Cina e Gran Bretagna.

Lee è stata anche fotografata in eventi pubblici con il predecessore di May, David Cameron, a un evento nel 2015, e separatamente con l’ex leader laburista Jeremy Corbyn. Da quanto emerge, inoltre, la sospetta agente per conto di Pechino non è stata sottoposta a fermo e nemmeno espulsa dal Paese: le autorità si sono limitate a vietarle l’ingresso in Parlamento. In merito alla vicenda è intervenuta la ministra dell’Interno, Priti Patel, che ha definito «molto preoccupante» il presunto tentativo di infiltrazione cinese e sottolineato che «questo sviluppo è il risultato delle solide strutture che il Regno Unito ha messo in atto per identificare l’interferenza straniera o qualsiasi potenziale minaccia alla nostra democrazia». 

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