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21 mar 2022
21 mar 2022

Guerra in Ucraina, i difficili rapporti diplomatici: a che punto siamo

Kiev accusa la Russia di scarsa serietà nei negoziati. ll Cremlino, a sua volta, punta il dito contro gli Stati Uniti

21 mar 2022
epa09840822 The Odessa National Academic Theatre of Opera and Ballet and one of the city's symbols behind a heavy barricade with a placard reading 'Odesa is Ukraine!',  in south Ukrainian city of Odesa, in Ukraine, 21 March 2022. Russian troops entered Ukraine on 24 February prompting the country's president to declare martial law and triggering a series of announcements by Western countries to impose severe economic sanctions on Russia.  EPA/SEDAT SUNA
Le barricate davanti al Teatro nazionale di Odessa
epa09840822 The Odessa National Academic Theatre of Opera and Ballet and one of the city's symbols behind a heavy barricade with a placard reading 'Odesa is Ukraine!',  in south Ukrainian city of Odesa, in Ukraine, 21 March 2022. Russian troops entered Ukraine on 24 February prompting the country's president to declare martial law and triggering a series of announcements by Western countries to impose severe economic sanctions on Russia.  EPA/SEDAT SUNA
Le barricate davanti al Teatro nazionale di Odessa

"Mosca non prende sul serio i negoziati, li usa solo per distrarre l'attenzione da ciò che succede sul campo". Alexander Rodnyansky, consigliere di Volodymyr Zelensky, non le ha mandate a dire agli avversari russi dopo la conclusione del nuovo round di negoziati. La delegazione ucraina punta il dito contro i russi, i quali a loro volta parlano di "commenti inaccettabili" da parte degli Stati Uniti. La partita a scacchi della guerra in Ucraina sta  tutta in questa concatenazione: l'Ucraina parla della Russia, la quale sembra spostare continuamente il focus dell'attenzione. Una guerra di nervi e parole, ma purtroppo non solo. L'invasione dell'Ucraina da parte delle truppe russe sta facendo registrare la morte di un numero impressionante di civili. Cittadini che questa "partita a scacchi" non solo non avrebbero mai voluto vederla giocare, ma che neppure sanno come mai sia cominciata. Intanto Volodymyr Zelensky avanza una proposta decisamente bizzarra in un momento così carico di tensione: "I compromessi nei negoziati saranno decisi con un referendum in Ucraina. In particolare, possono essere poste ai voti le garanzie di sicurezza e lo status dei territori temporaneamente occupati delle regioni di Donetsk e Lugansk e della Repubblica autonoma di Crimea". Un referndum. Da sottoporre a un Paese che sta perdendo milioni di cittadini in fuga dalle loro case per salvarsi e migliaia di vite. 

Nel frattempo il mondo non sta a guardare. Il presidente americano Joe Biden definisce Vladimir Putin "un dittatore assassino e un criminale di guerra" suscitando le ire dello stesso presidente russo. "La Cina è il Paese con la maggiore influenza sulla Russia, quindi potrebbe fare di più per mettere fine alla guerra. Finora non abbiamo visto niente di tutto ciò, abbiamo solo sentito dichiarazioni"  ha sottolineato il Dipartimento di Stato. 

La situazione rimane molto tesa e sembra impossibile che le parti possano arrivare a un accordo in tempi brevi. Uno dei principali negoziatori ucraini Mykhaylo Podolyak ha garantito che Kiev non accetterà nessun compromesso sull'integrità territoriale e sulla sovranità del suo Paese. Impossibile pensare a una risoluzione entro pochi giorni, come lo stesso Governo ucraino aveva annunciato la scorsa settimana. 

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