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22 apr 2022

Boris Johnson: "La guerra durerà sino alla fine del 2023 e la vincerà la Russia"

L'epilogo  in forza di una superiorità militare netta, malgrado gli errori iniziali imputati a Putin e ai suoi generali. "Ma continueremo ad aiutare Kiev"

BORIS JOHNSON
Il premier inglese Boris Johnson durante la sua visita di Stato in India

New Delhi (India) - Una guerra lunga, destinata forse a durare due anni o giù di lì, «sino alla fine del 2023», e che la Russia può ancora vincere in forza di una superiorità militare netta, malgrado «gli errori» iniziali imputati dall'occidente a Vladimir Putin e ai suoi generali, dopo aver corretto i piani. Boris Johnson indossa i panni del «realista» e aggiusta i toni sulle prospettive della tragica invasione dell'Ucraina, imbeccato dai rapporti d'intelligence lasciati trapelare negli ultimi giorni dagli 007 di Maestà.

Lo fa dall'India - gigante partner del Regno Unito, ma che con Mosca non intende a rinunciare a fare affari né a dialogare - senza mollare di un millimetro sulla rivendicazione della sua linea dura contro il Cremlino e sull'impegno a incrementare le forniture di armi pesanti verso Kiev. Ma anche senza nascondere le incognite dell'epilogo finale del conflitto innescato il 24 febbraio scorso dall'ordine di attacco dello zar. C'è una «realistica possibilità» - le sue parole, scandite a New Delhi ai giornalisti - che la Russia possa raggiungere i suoi obiettivi in Ucraina.

Anche se «il Regno Unito e gli alleati Nato non intendono restare a guardare dinanzi a un'aggressione che continua»: a Mariupol e non solo. Premesso che Putin, secondo il premier Tory, ha commesso «un errore colossale» iniziale, resta il fatto che il potenziale militare di Mosca non appare certo esaurito. «Dobbiamo essere realisti al riguardo», ha poi ammonito BoJo, evocando la convinzione che il presidente russo non abbia alcuna intenzione di cedere e sia pronto anzi a usare «in modo spaventoso l'artiglieria come unica opzione per cercare di piegare gli ucraini».

Per fare terra bruciata attorno a loro, anche se «non potrà mai conquistarne lo spirito». Uno scenario di fronte al quale la sua risposta comunque non cambia: con la conferma del richiamo a un'escalation degli aiuti militari a Kiev, del trasferimento imminente - probabilmente via Varsavia - anche di letali tank lanciamissili britannici Stormer e dell'addestramento di soldati ucraini all'utilizzo di queste armi da condurre nel Regno Unito come in Polonia (secondo programmi che il premier ha certificato essere in corso), oltre che in territorio ucraino (come scritto dal Times).

L'obiettivo? Far pagare a Vladimir Vladimirovic Putin il prezzo più alto possibile per il suo azzardo. A quali costi collaterali - per il mondo, per l'Europa e soprattutto per l'Ucraina stessa - non è dato sapere. 

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