La Pfm
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Milano, 6 febbraio 2020 - Franz di Cioccio e Patrick Djivas, la Premiata Forneria Marconi, stasera saranno sul palco dell’Ariston con Anastasio per cantare “Spalle al muro” di Mariella Nava che fu presentata a Sanremo da Renato Zero nel 1991. Un duetto con uno dei favoriti del Festival di Sanremo.
Perché questa partecipazione insolita?
"Siamo contro la discriminazione dei generi: tutta la musica è bella e necessita di scelte coraggiose come quelle fatte da questo ragazzo, che a 22 anni ha reinterpretato testi come “Generale” di De Gregori, “La guerra di Piero” di De André, arricchendoli e valorizzandoli grazie alla sua sensibilità".
Come l’avete conosciuto? "L’abbiamo sentito per la prima in una trasmissione Rai: reinterpretava per l’appunto la “Guerra di Piero” e siamo rimasti stupiti. È un personaggio piuttosto fuori dagli schemi. Appare un ragazzino, ma non è affatto uno sprovveduto: ha le idee chiarissime e sa perfettamente dove vuole arrivare".
Voi, re del prog, come vi spiegate il successo del rap e del trap?
"Il trap c’è anche nella politica. È l’atteggiamento di chi grida più forte, di chi dice le cose più allucinanti. E la musica è il riflesso dello stesso meccanismo. È un discorso di società. La musica non fa altro che seguire il momento storico. È un veicolo: la rabbia oggi la tirano fuori tutti". Che tipo di rap è quello di Anastasio?
"C’è il genere gangsta americano molto violento, il suo è diverso. Lui è un fuoriclasse: non vuole scioccare con un’estetica urlata, ma con le parole".
Anastasio vincerà Sanremo? "Il successo è il participio passato del verbo succedere: prima devi far accadere qualcosa. I vincitori di Sanremo non sono mai quelli che arrivano primi, ma quelli che lasciano un segno nel cuore della gente. Ricordiamoci che Vasco Rossi era arrivato penultimo a Sanremo".
Dopo sette volte all’Ariston con Lucio Dalla (4 marzo ‘43) con Vecchioni e con i figli di Bubba, la PFM è pronta a dare altre emozioni.