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18 giu 2022

Olimpia Milano scudetto 2022: il pagellone della stagione

I biancorossi tornano a vincere il campionato dopo quattro anni. Un'annata ottima con il successo in Coppa Italia e i quarti di finale in Eurolega

18 giu 2022
sandro pugliese
Sport
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Sergio Rodriguez e Shavon Shields, due fra i migliori di questa stagione
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Sergio Rodriguez e Shavon Shields, due fra i migliori di questa stagione

L'Olimpia Milano torna a vincere il tricolore in una stagione in cui ha anche sfiorato la Final Four di Eurolega, cadendo ai quarti di finale con i futuri campioni continentali dell'Efes Pilsen. Per i biancorossi è il titolo numero 29: il primo nel 1935-36, l'ultimo nel 2017-18. Ecco le pagelle della squadra:

TREY KELL 6: ha giocato pochissime partite, poi un lungo infortunio lo ha messo fuori uso. Rimane nella memoria una sua clamorosa schiacciata a difesa schierata nella vittoria di Mosca contro il CSKA.

NICOLO' MELLI 8: arrivato in estate per essere il valore aggiunto, lo ha dimostrato in pieno, rendendo l'area biancorossa in coppia con Hines letteralmente impenetrabile. Il suo infortunio è stato decisivo, in negativo, per l'eliminazione in Eurolega, ma il suo ritorno dopo un mese è stata la chiave per vincere lo scudetto.

JERIAN GRANT 6,5: Verrebbe da dire che forse non si giocano 287 partite in NBA per caso. Per mesi è stato un enorme punto interrogativo, anche se in difesa ha sempre fatto il suo. In queste finali è letteralmente esploso anche in attacco rivelandosi la variabile "impazzita" che ha cambiato la faccia dell'Olimpia in positivo.

SERGIO RODRIGUEZ 9: se è stata la sua ultima partita in biancorosso lo sapremo a breve, ma di certo ha fatto di tutto (e anche di più) perché fosse una gara in cui lasciare alzando un trofeo. E' stata la guida della squadra, il condottiero che ha preso per mano i suoi compagni elevandone il livello.

KALEB TARCZEWSKI 6,5: non ha mai giocato nei playoff, ma durante la stagione è stato un punto di riferimento importante sottocanestro per far rifiatare Hines. Sarebbe ingiusto non rendergli comunque merito con 24 partite giocate.

GIAMPAOLO RICCI 6,5: in estate ha fatto una scelta forte passando dalla Virtus all'Olimpia. Si è scontrato per la prima volta con la durezza dell'Eurolega, ma ha saputo adattarsi, cambiando anche ruolo, pur di trovare uno spazio. Nei playoff ha mostrato un po' di stanchezza, ma la sua è stata una stagione positiva, conclusa con il secondo tricolore consecutivo.

PAUL BILIGHA 7: fare il terzo pivot in una squadra come l'Armani è un "mestieraccio". Non giochi mai, ma quando giochi non puoi sbagliare nulla. Durante l'anno ha tenuto duro, seppur trovando poco spazio, invece nei playoff è stato protagonista di una grande crescita e in questa finale il suo dinamismo è stato davvero prezioso.

DEVON HALL 8,5: uno dei migliori colpi del mercato sommerso degli ultimi anni. Pescato in Germania, senza esperienza di alto livello, in Eurolega si è imposto subito in modo concreto, come in Italia. E' imprescindibile nel gioco di coach Messina giocando da ala, da guardia e da playmaker.

MALCOLM DELANEY 6,5: anche se giunta al termine anticipatamente con un infortunio (come nella finale dell'anno passato) la sua esperienza non è tutta da buttare. Anzi. E' stato decisivo in tante partite, MVP di alcune manifestazioni, si è infortunato spesso, ma tante volte ha giocato anche da infortunato pur di tenere duro. E' anche con questi esempi che le squadre diventano più forti.

TOMMASO BALDASSO 7: c'è da dire che la faccia tosta non gli manca proprio. E' passato dall'ultimo posto in classifica (con la Fortitudo) a vincere il tricolore. Pensava di stare solo in panchina invece ha preso spazio anche nelle rotazioni, trovando minuti importanti anche in finale.

TROY DANIELS 6: è l'unico che non è riuscito ad esprimere il suo potenziale, doveva essere il tiratore scelto della squadra, ma l'anno di inattività, il passaggio dal mondo NBA all'Europa e una difesa rivedibile non gli hanno mai permesso di prendere il ritmo. C'è da dire che quando prende la palla fa sempre canestro.

SHAVON SHIELDS 9,5: è incredibile come un giocatore possa migliorare sempre ogni anno che passa. E' fortissimo e la squadra è stata brava a riconoscerlo, ma anche ad ottenere buoni risultati nonostante un lungo infortunio che lo ha tenuto fuori 3 mesi in inverno. Gli lasci spazio, tira; lo pressi, ti attacca e va al ferro; lo raddoppi, trova il compagno libero. E anche in difesa è diventato un giocatore affidabile.

DAVIDE ALVITI 6,5: la sua è stata una stagione particolare. Arrivato per la prima volta a questo livello, ha svolto un ottimo apprendistato, trovando spazio crescente durante l'anno grazie alle sue doti balistiche. Poi negli ultimi 2 mesi si è fermato e non ha più visto il campo.

KYLE HINES 9: avete presente se dovete entrare in vicolo cieco, stretto e buio? Ecco se vi prende per mano Kyle Hines potete star tranquilli che non c'è motivo di avere paura. Le sue capacità difensive sono davvero da manuale, la sua leadership silenziosa altrettanto importante, la sua voglia di vincere ancora di più. Ha vinto l'Eurolega e il titolo in Germania, Grecia e Russia. Ora ci è riuscito anche in Italia.

BEN BENTIL 7: arrivato a metà stagione per sostituire l'infortunato Mitoglou, per fortuna che è rimasto quando il greco si è distrutto la carriera con il doping. Forse non è mai stato decisivo, ma non c'è stata una partita in cui non sia stato importante anche solo per pochi minuti.

LUIGI DATOME 7,5: ha domato un fisico da veterano con una voglia di vincere clamorosa diventando un vero e proprio giocatore di sistema. Un punto di riferimento della squadra che nei playoff ha cambiato passo facendo vedere che campioni non si diventa per caso. E, ora, per la prima volta è anche Campione d'Italia per davvero.

ETTORE MESSINA 8,5: ha tenuto in pugno la squadra, l'ha costruita a sua immagine e somiglianza riuscendo a far cambiare passo al team nel momento del bisogno. Il tandem con Pozzecco è stato un valore aggiunto, la sua durezza e la sua auto-esigenza sono proverbiali, ma fondamentali per vincere ad alto livello. L'anno scorso ha riportato l'Olimpia alla Final Four di Eurolega dopo 29 anni, ora ha riportato uno scudetto a Milano che mancava dal 2018. Certe volte sembra scontato, ma non lo è per nulla.

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