Milano - Compagni di squadra, fino a essere amici. Romelu Lukaku e Dries Mertens saranno domenica sera rivali a caccia di obiettivi differenti, lo scudetto per il nerazzurro e la zona Champions per il rivale, ma nella vita sono legati da un rapporto che va oltre il campo. Da tanti anni si ritrovano ogni volta che il Belgio gioca, salvo imprevisti accadrà lo stesso per i futuri Europei.

Due facce della stessa medaglia

Stelle di prima grandezza, hanno in comune l'innata capacità di buttarla dentro, pur con armi differenti. Lukaku è un colosso a cui è difficile portar via la palla di forza, è nato centravanti perché la struttura fisica non poteva che suggerirne quell'impiego. Mertens è quasi sempre stato un esterno, utilizzabile su ambo le fasce, finché Sarri non ha avuto la geniale intuizione di schierarlo al centro dell'attacco facendolo diventare il miglior marcatore della storia del Napoli. Con l'arrivo di Osimhen è tornato a giostrare in altre posizioni, spesso anche da trequartista.

"Ciro" e quel flirt con l'Inter

La scorsa primavera, quando Mertens era in scadenza e il rinnovo con il club andava per le lunghe, sembrava addirittura che potessero giocare assieme, visto che l'Inter stava cercando una punta d'esperienza e magari a parametro zero. Ha prevalso l'amore dell'attaccante per la città in cui vive, che lo ha accolto e fatto diventare un simbolo nella storia partenopea - i tifosi lo hanno adottato e lo chiamano Ciro - nonostante la possibilità di poter fare rotta su Milano, dove avrebbe trovato Lukaku ad accoglierlo. A testimonianza dell'amicizia tra i due, lo scorso anno l'interista partecipò a una diretta Instagram durante la pandemia con Kat Kerkhofs, volto tv del Belgio e moglie proprio di Mertens, che a un certo punto comparve all'interno dello schermo per salutare i presenti.