"Il Bacio" di Hayez
"Il Bacio" di Hayez

Milano, 6 novembre 2015 - I dipinti e gli affreschi sono oltre cento e, per la prima volta, le tre versioni del "Bacio" sono esposte una di fianco all'altra: apre domani alle Gallerie d'Italia di piazza Scala, il polo museale di Intesa Sanpaolo, "Hayez", mostra dedicata al pittore veneziano che torna protagonista di un'esposizione monografica a più di trent'anni dall'ultima rassegna milanese (risalente al 1983). "Star" della rassegna le tre versioni del "Bacio": la prima, del 1859, custodita a Milano nella Pinacoteca di Brera e le altre due, rispettivamente del 1861 e del 1867, provenienti da collezioni private e una delle quali fu presentata all'esposizione universale di Parigi alla fine dell'Ottocento.

La mostra, visitabile fino al 21 febbraio a 10 euro, si snoda lungo dei temi, dalla malinconia alla meditazione sino al più celebre bacio, e vengono messe a confronto le diverse versioni di alcuni dei quadri. Il percorso segue una successione cronologica, dagli anni della formazione neoclassica tra Venezia e Roma, al movimento romantico a Milano. "Hayez" è realizzata in collaborazione con l'Accademia di Belle Arti e la Pinacoteca di Brera a Milano e le Gallerie dell'Accademia di Venezia. Tra le opere della rassegna, anche tre dipinti ("La morte di Abradate", "Papa Urbano II sulla piazza di Clermont predica la prima crociata" e "I due Foscari") provenienti dalla collezione della fondazione Cariplo ed esposti nella permanente dedicata all'Ottocento delle Gallerie di piazza Scala. 

"Hayez è morto a 91 anni, ha attraversato praticamente un secolo di pittura - ha spiegato Fernando Mazzocca, il curatore della mostra - e ha assistito a molti cambiamenti del gusto. Ancora oggi è attuale perché non è mai retorico, ma guarda al di là delle convenzioni e della moralità vittoriana del tempo". "In quella Milano in cui viveva uno dei padri fondatori dell'Italia, Alessandro Manzoni, la pittura civile di Hayez offrì un importante contributo alla formazione di una coscienza nazionale", ha sottolineato il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli. "Questa mostra - ha aggiunto - permette di riscoprire definitivamente un genio italiano e nello stesso tempo concorre a sottolineare, nell'anno dell'Expo, il ruolo decisivo che  Milano ha avuto nella storia della nostra nazione".