Milano, 19 maggio 2020 - Si uniranno in un maxicomitato, una "class action" contro le Rsa i parenti delle vittime che hanno contratto il Covid all’interno delle strutture in cui avrebbero dovuto essere curati. La maxiassociazione, capofila il Pat, sta definendo gli ultimi dettagli, e aggiornando il lungo elenco di residenze sanitarie assistenziali, di alcune delle quali non si era ancora parlato. Tra le rsa che hanno preso contatti con il presidente del comitato anziani del Pat c’è anche la Casa "Don Guanella", il Piccolo Rifugio, la Baroni- Coopselios, oltre alle venti già note. Per effetto anche delle...

Milano, 19 maggio 2020 - Si uniranno in un maxicomitato, una "class action" contro le Rsa i parenti delle vittime che hanno contratto il Covid all’interno delle strutture in cui avrebbero dovuto essere curati.

La maxiassociazione, capofila il Pat, sta definendo gli ultimi dettagli, e aggiornando il lungo elenco di residenze sanitarie assistenziali, di alcune delle quali non si era ancora parlato. Tra le rsa che hanno preso contatti con il presidente del comitato anziani del Pat c’è anche la Casa "Don Guanella", il Piccolo Rifugio, la Baroni- Coopselios, oltre alle venti già note. Per effetto anche delle indagini, grazie alle quali si è iniziato ad accertare una serie di carenze nella gestione di ospiti e malati e che hanno portato, poi, le Rsa ad adottare misure di contenimento dell’epidemia, stanno diminuendo le morti nelle case di riposo. Stando a quanto risulta dagli accertamenti del pool guidato dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, infatti, nell’ultima settimana, in particolare, il numero dei decessi giornalieri nelle varie strutture per anziani si è avvicinato sempre di più "allo zero". I pm, comunque, stanno indagando con le ipotesi di epidemia e omicidio colposi (iscritti i vertici delle residenze, tra cui il dg del

Pat Giuseppe Calicchio) su centinaia e centinaia di morti e di casi di ospiti che si sono ammalati, a partire da fine gennaio. Lo stesso Trivulzio, ad esempio, ha fatto sapere nei giorni scorsi che da gennaio in avanti nelle tre strutture dell’istituto sono morte più di 400 persone. Alessandro Azzoni, portavoce del Comitato Verità e Giustizia per le vittime del Trivulzio, ha spiegato, però, che i familiari degli ospiti anche in questi giorni sono "molto preoccupati perché sempre più frequentemente anziani in gravissime condizioni vengono trasferiti dal Pat negli ospedali milanesi, dove, spesso, in pochi giorni muoiono".

Le inchieste proseguono, intanto, con le audizioni di moltissimi testimoni, tra medici, infermieri e parenti. Sul fronte del Trivulzio, poi, nei prossimi giorni dovrebbe essere depositato in Procura un maxi esposto che raccoglierà le denunce e i racconti di decine di familiari di anziani morti o ammalati. "Perché tanta cattiveria? I vostri cari sono stati curati in scienza e coscienza come in ospedale e anche meglio", ha scritto su Facebook Nadia Antoniotti, medico del Trivulzio. Nelle indagini, nel frattempo, oltre alle deposizioni come testimoni di funzionari dell’Agenzia di tutela della salute e della Regione Lombardia, è iniziato il lavoro dei consulenti dei pm, tra cui un epidemiologo, che stanno analizzando le carte sequestrate per ricostruire le storie cliniche di ospiti e pazienti, valutare le cause della diffusione dell’epidemia nelle Rsa e l’impatto effettivo sulle morti. È in corso anche una ricostruzione da parte della Guardia di Finanza di tutte le delibere regionali, delle comunicazioni con l’Ats (ex Asl) e delle disposizioni impartite da quest’ultima alle case di riposo su vari fronti, tra cui l’uso delle mascherine, ma anche il trasferimento di malati dagli ospedali e l’effettuazione di tamponi.