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7 mag 2022

Tutti assolti in appello per i derivati Mps Condanne revocate per 13 imputati e tre banche

"Il fatto non sussiste" per gli ex vertici Mussari e Vigni, gli ex manager di Rocca Salimbeni, Deutsche Bank e Nomura. La Corte ribalta la sentenza di primo grado e il "disegno criminoso per occultare le perdite". I legali: "C’è un giudice a Berlino"

Per la seconda volta una Corte d’Appello cancella le condanne inflitte in primo grado agli ex vertici del Monte dei Paschi, Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, per le presunte irregolarità sulla ristrutturazione delle operazioni finanziarie Alexandria, Santorini, Chianti classico e Fresh. Dopo Firenze, la seconda sezione penale presieduta da Angela Scalise ha assolto tutti gli imputati dalle accuse, a vario titolo, di manipolazione dei mercati, falso in bilancio, falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza, "perché il fatto non sussiste". Oltre a Mussari e Vigni, i condannati in primo grado erano Gian Luca Baldassarri, Daniele Pirondini e Marco Di Santo, ex manager Mps, Michele Faissola, Michele Foresti, Dario Schiraldi, Matteo Vaghi, Marco Veroni e Ivor Scott Dunbar, ex manager di Deutsche Bank, Sadeq Sayeed e Raffaele Ricci di Nomura, assieme ai tre istituti di credito. Per i giudici non ci sarebbe stato nessun reato dietro la ristrutturazione dei derivati Alexandria e Santorini. Sono state anche revocate le confische di 64,9 milioni di euro a Deutsche Bank e di 88 milioni a Nomura. La ciliegina finale riguarda le parti civili, condannate a pagare le spese processuali. Un’assoluzione totale, con formula piena, la sentenza di primo grado ribaltata, le condanne di 7 anni e 6 mesi per Mussari, 7 anni e tre mesi per Vigni, da 5 anni a 3 anni per gli altri, cancellate. Il sostituto procuratore generale Gemma Gualdi aveva chiesto lievi riduzioni di pena, 6 anni e mezzo per Mussari, anche perché certi fatti contestati erano prescritti. Ma la sostanza del verdetto di primo grado, il "medesimo disegno criminoso" che reggeva i quattro prodotti finanziari contestati, nascondere le perdite miliardarie della sciagurata acquisizione di Antonveneta, truccando i bilanci, ingannando gli azionisti e risparmiatori e conseguendo un ingiusto profitto, si è infranta contro la sentenza d’appello e la litania di assoluzioni ...

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