"Troppi incidenti, la tecnologia può e deve prevenirli"

Proposta di legge per norme più stringenti sulla sicurezza nelle piscine dopo recenti incidenti mortali. Presidente Assopiscine: necessario agire per evitare tragedie, con progetto in discussione al ministero.

"Troppi incidenti, la tecnologia può e deve prevenirli"

"Troppi incidenti, la tecnologia può e deve prevenirli"

"Troppi incidenti, e troppi morti nelle piscine. Una proposta di legge è sui tavoli ministeriali. Gli incidenti capitano per molte ragioni. Ma occorrono norme stringenti che contribuiscano a impedire nuove tragedie". Nei giorni in cui fra Milanese e Bergamasca si piange Fatou, annegata in una piscina del parco acquatico, l’intervento di Ferruccio Alessandria, presidente nazionale di Assopiscine (Associazione italiana piscine e wellness), che raduna, in tutta Italia, oltre 3mila aziende del comparto: piscine pubbliche e private, parchi, terme, impianti sportivi.

"Siamo solo all’inizio della stagione estiva – dice – e già si contano vittime di annegamento in piscina. Non entro naturalmente nel merito del drammatico episodio di Inzago. Ogni incidente è in qualche modo a sé. Ma i numeri, e questo è quanto, sono in crescita: dei 400 annegamenti che ogni anno si contano nel Paese, ormai il 10-12% non avviene in acque libere, ma in piscina. Un luogo dove si dovrebbe divertirsi senza rischio". Altro dato, l’aumento degli impianti, in Italia oggi oltre 700mila. Qualche cosa, dice Alessandria, si può e si deve fare. "Un nostro progetto di legge che introduce norme molto più cogenti sulla sicurezza – dice – è in via di definizione al tavolo del ministro per la Protezione civile Musumeci. Prevede una serie di misure possibili per limitare in maniera drastica il rischio. E per comprendere l’importanza dell’adozione di una legge basta guardare ad altri Paesi. Cito la Francia: ha varato una legge nel 2023, e ridotto l’incidentalità in piscina del 75%. Sono numeri". Quali misure possibili? "Molte. Progettazioni sicure. Dispositivi fisici di copertura per impedire l’accesso a zone pericolose della vasca. Sensori o sistemi di allarme che segnalino anomalie. Controlli rigorosi e cogenti sulla qualità dell’acqua. Formazione. Noi stessi ci occupiamo di sensibilizzazione ed educazione acquatica. Un sistema di norme di sicurezza ben definite che coprano tutti gli aspetti della fruizione della piscina". Troppi morti, "e troppo spesso bambini. Un fenomeno tragico, inaccettabile". Non entra, il presidente, "nel merito delle dinamiche specifiche dell’incidente che, al Parco Aquaneva, ha coinvolto una bimba di soli undici anni, alla cui famiglia esprimiamo vicinanza. Ma il messaggio è chiaro: "Va data priorità assoluta alla sicurezza di tutti i bagnanti".

M.A.