Sfregiato, l’assalto di 40 secondi: "Violenza senza nessuno scrupolo"

Il diciannovenne ucraino aggredito davanti alla stazione Garibaldi ha una cicatrice permanente sul viso. Arrestati 11 egiziani. Il gip: "Inclinazione a commettere reati". Due di loro già in manette per rapina.

Sfregiato, l’assalto di 40 secondi: "Violenza senza nessuno scrupolo"

Sfregiato, l’assalto di 40 secondi: "Violenza senza nessuno scrupolo"

Un’aggressione lampo: 40 secondi sono bastati per "farla pagare" alla vittima finita nella trappola del branco che ha messo in atto una strategia precisa. Prima le provocazioni, poi il furto degli occhiali e l’invito a "chiarire". Un pretesto per chiamare i rinforzi e poi passare all’attacco con cinture e bottiglie. Risultato: Danylo Shydlovsky, diciannovenne ucraino arrivato in Italia per raggiungere la madre dopo l’invasione russa, è stato ferito al volto con un coccio di bottiglia. Un profondo taglio dalla fronte al mento, suturato con 80 punti, che ora è cicatrice permanente. Sono passati più di 7 mesi da quella sera: era il 6 agosto 2023 e il giovane rientrava da una gita sul lago di Lecco insieme al fratello adolescente e altri amici tra cui due ragazze quando è stato aggredito in piazza Freud, davanti alla stazione Garibaldi. Ora, gli investigatori della Squadra mobile, coordinati dal dirigente reggente Domenico Balsamo, e i colleghi del Compartimento Polfer della Lombardia hanno chiuso il cerchio: in manette sono finiti undici egiziani di età compresa tra 19 e 35 anni, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale su richiesta dei pm del VII Dipartimento della Procura. Tutti gli arrestati, è emerso, molti già con precedenti di polizia per vari reati tra cui rapina, lesioni e porto abusivo d’armi, gravitavano in "zone specifiche", non solo l’area di Garibaldi e corso Como ma anche piazza Duomo, piazza Mercanti e piazza Duca d’Aosta. Alcuni, non di Milano, vengono "in trasferta". Stando alla ricostruzione della polizia, quella sera gli attriti cominciano alla stazione di Lecco, quando il gruppo di ucraini viene preso di mira da quello dei nordafricani. A Milano, le provocazioni continuano nel sottopasso ferroviario.

È Shydlovsky il bersaglio: viene insultato, deriso. Un ragazzo, poi identificato in Omar Elgamal, diciannovenne, tenta di fargli lo sgambetto e gli prende gli occhiali appoggiati sulla nuca. La vittima reagisce, colpisce un ragazzo della fazione opposta, Abdelrahman Hadia, coetaneo, con una gomitata, facendolo cadere. Gli altri, con tutta probabilità, non si aspettavano la sua reazione e gli restituiscono gli occhiali (che poi la stessa vittima calpesta, in un gesto di rabbia) e una volta in piazza si preparano alla vendetta. Chi prende bottiglie di vetro, chi si sfila le cinture, chi prende catene. Scene che i poliziotti hanno potuto osservare grazie ai filmati delle telecamere di sorveglianza. In base alla ricostruzione, Elgamal esce di corsa e va a "chiamare i rinforzi" in piazza Gae Aulenti.

Quando arrivano, in quattro, parte l’assalto. Ed è il segnale per il gruppo di magrebini seduti dall’altra parte, che si uniscono all’aggressione. Mostafa Ahmed, trentacinquenne, salta addosso a Shydlovsky e lo spinge in mezzo alla strada. Hatem Elbadawy, ventunenne, gli tira un calcio facendolo sbilanciare. Un’auto in arrivo deve frenare di colpo per non investire tutti. Uno degli aggressori è inquadrato con il braccio alzato e un coccio in mano, prima di colpirlo. Anche Abdelrahman Ali, 20 anni, si getta addosso alla vittima con una bottiglia in mano. Mahmoud Abdelaziz invece infierisce con una cintura. Per il gip Rossana Mongiardo "le modalità e le circostanze dei fatti, connotate da un’incredibile violenza, denotano la loro inclinazione a commettere reati a matrice violenta, senza alcuno scrupolo". Poco più di un mese dopo il fatto, il 14 settembre, due giovani della gang – Ali e Mohamed Nakrish – erano stati arrestati (insieme ad altri cinque egiziani) dai carabinieri, per una rapina ai danni di una coppia seguita in metropolitana da piazza Cairoli a Gambara.

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