Roberto Maroni
Roberto Maroni

Milano, 8 novembre 2019 - Condanna confermata per Roberto Maroni nel processo d'appello che vedeva l'ex governatore lombardo imputato per presunti favori a due sue ex collaboratrici. Lo hanno deciso i giudici della Corte d'Appello di Milano infliggendo al politico della Lega a 1 anno di carcere, così come già avvenuto al termine del primo grado di giudizio. Il collegio presieduto dal giudice Piero Gamacchio ha tuttiavia riqualificato il reato contestato a Maroni (non più turbata libertà nella scelta del contraente ma turbata libertà degli incanti) per il contratto "su misura" ottenuto da Mara Carluccio, sua collaboratrice al Ministero dell'Interno, in Eupolis, società regionale lombarda che si occupa di formazione professionale. 

Come nel processo di primo grado, è stato invece assolto dall'accusa di induzione indebita relativa alle presunte pressioni esercitate sui vertici Expo per far partecipare Maria Grazia Paturzo (altra sua ex collaboratrice al Viminale con cui, secondo la procura, avrebbe intrattenuto "una relazione affettiva") a un viaggio istituzionale a Tokio interamente pagato dalla società incaricata di organizzare e gestire l'Esposizione Universale del 2015. Il sostituto procuratore generale Vincenzo Calia aveva chiesto di condannare l'ex governatore a 2 anni e 6 mesi di carcere per entrambi i capi di imputazione. Maroni non era presente in aula al momento della lettura del verdetto.

Il collegio presieduto dal giudice Piero Gamacchio ha confermato la condanna per tutti gli altri tre imputati: 1 anno per l'ex capo della segreteria politica di Maroni, Giacomo Ciriello, 10 mesi e 20 giorni per l'ex segretario generale della Regione Lombardia, Andrea Gibelli, e 6 mesi per Mara Carluccio. L'ex direttore generale di Eupolis, Alberto Brugnoli, aveva patteggiato la pena a 8 mesi di carcere.ne e presidente di Fnm spa e a 6 mesi per Mara Carluccio.

LA REAZIONE - Roberto Maroni "si aspettava di essere assolto" e perciò "di sicuro non è felice". Lo ha sottolineato il suo avvocato, Domenico Aiello.  "Il reato è stato riqualificato ma è stata mantenuta la pena. Non è una sentenza nè più pensante nè più leggera di quella del primo grado di giudizio. Non ho commenti da fare, devo prima leggere le motivazioni", ha puntualizzato il legale preannunciando ricorso in Cassazione: "Non siamo d'accordo né sull'elemento soggettivo del reato né sulla riqualificazione operata dalla Corte d'Appello".

"Sono deluso e amareggiato per questa ingiusta sentenza. Ma non mi arrendo, ricorrerò in Cassazione perché sia riconosciuta l'assoluta correttezza e legittimità dei miei comportamenti".

Su Twitter l'ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni ha espresso tutta la sua amarezza