Le strade dei tre commercialisti della Lega (agli arresti) si dividono. Mentre da Michele Scillieri, nel cui studio venne domiciliata la “Lega per Salvini premier“, arrivano riscontri sulla vendita gonfiata del capannone per la Lombardia Film Commission, i due revisori contabili del partito, Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, continuano a difendersi e chiedono di tornare liberi. L’istanza di revoca dei domiciliari è stata discussa ieri davanti dai giudici del Riesame...

Le strade dei tre commercialisti della Lega (agli arresti) si dividono. Mentre da Michele Scillieri, nel cui studio venne domiciliata la “Lega per Salvini premier“, arrivano riscontri sulla vendita gonfiata del capannone per la Lombardia Film Commission, i due revisori contabili del partito, Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, continuano a difendersi e chiedono di tornare liberi. L’istanza di revoca dei domiciliari è stata discussa ieri davanti dai giudici del Riesame dal difensore Piermaria Corso. Per la Procura la misura va mantenuta e anzi, ribadendo le esigenze cautelari, tra cui il pericolo di reiterazione dei reati, gli inquirenti hanno fatto notare che le stesse esigenze avrebbero potuto essere meglio salvaguardate dalla custodia in carcere (a suo tempo i pm lo chiesero, il gip decise per i domiciliari).

Il procuratore aggiunto Eugenio Fusco e il pm Stefano Civardi già nella richiesta di arresto misero in luce "la capacità di inquinamento probatorio di persone tanto infiltrate nelle istituzioni", che potevano raggiungere "i piani altissimi della politica a Roma". Il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza sta scavando su una lunga serie di movimentazioni sospette per milioni di euro tra la Lega, imprese come la Barachetti service (l’imprenditore Francesco Barachetti è indagato), entità collegate al Carroccio e società riconducibili ai tre commercialisti. Col sospetto di "retrocessioni" e presunti fondi neri raccolti per conto del partito. Indagini che si intrecciano con quelle genovesi sul presunto riciclaggio dei famosi 49 milioni della Lega spariti.

Intanto, un elemento forte a sostegno dell’accusa sulla presunta vendita gonfiata dell’immobile di Cormano arriva dal verbale reso da Scillieri davanti ai pm il 18 settembre. Scillieri avrebbe spiegato che un contratto di consulenza e annessa fattura sarebbero stati redatti apposta per giustificare un passaggio di denaro da oltre 170mila euro da Andromeda, società riconducibile allo stesso Scillieri, ad Sdc, riferibile a Manzoni e Di Rubba. Nel frattempo, nel suo ultimo verbale il presunto prestanome di Scillieri, Luca Sostegni, che sta collaborando, ha parlato degli incontri con i professionisti per l’affare sul capannone e della Elle Esse, società da lui amministrata solo formalmente e che, a suo dire, sarebbe stata utilizzata come “dispenser“ di denaro.