Nicola Fiasconaro con il panettone King
Nicola Fiasconaro con il panettone King

Milano, 2 febbraio 2015 - Un pasticcere siciliano al 100% protagonista di un’iniziativa dalle caratteristiche tipicamente  meneghine? Proprio così, succede anche questo a Milano il 3 febbraio, giorno in cui ricorre la festività di San Biagio e  a cui è legata un’antica tradizione che suggerisce il rimedio per allontanare i malanni di stagione e per scongiurare mal  di gola e raffreddori: mangiare una fettina di panettone. 

E così, proprio martedì 3 febbraio mattina, al Carlyle Hotel (il noto 4 stelle di Corso Garibaldi 84) e in altri 6 punti  strategici della città e dell'hinterland, Nicola Fiasconaro, maestro pasticcere di Castelbuono, in provincia di Palermo, offre al pubblico la  possibilità di assaggiare e degustare gratuitamente il suo squisito panettone King che rivisita in chiave siciliana il più  classico dei dolci lombardi. Si tratta di un omaggio che il maestro pasticcere vuole fare a Milano e a tutti i milanesi nel pieno  rispetto dell'antica tradizione popolare. Una piccola-grande sfida rivolta anche ai palati più tradizionalisti. Il panettone  King è un dolce artigianale da forno con canditi freschi di arancia di Sicilia, farina di grano siciliano e pregiata uva  sultanina profumata e aromatizzata con vino liquoroso malvasia dell’Isola di Lipari.  Questi, dunque, i 7 locali di riferimento per le degustazione (ore 8.00 – 12.30): Carlyle Brera Hotel - Corso Garibaldi, 84 - Milano; Enoclub Malfassi – Via Friuli 15 - Milano; Pasticceria Sansovino - Viale Abruzzi 30 – Milano; Enobarcaffé Bonazzi – Via Piero della Francesca 20 - Milano, Bar Lieti Calici – Via Stendhal 57 – Milano; Enoteca da Otto – Via Giuseppe Garibaldi 14 - Senago (MI); Gastronomia-Enoteca Benvenuti - Via Tanaro 11 - Lainate (Milano). 

UN'ANTICA TRADIZIONE - Ogni milanese doc lo sa bene: “San Bias benediss la gola e el nas". Così recita un detto popolare che si lega a  doppio nodo alla figura di San Biagio. Si narra infatti che un giorno una madre disperata portò a San Biagio, un medico e  vescovo del III secolo d.C., il figlio che stava morendo soffocato per via di una lisca di pesce conficcata in gola. Il medico  fece ingoiare al bambino una grossa mollica di pane che rimosse la spina e gli permise di riprendere a respirare. San  Biagio morì poi martire il 3 febbraio di qualche anno dopo e la Chiesa, successivamente, dedicò a lui quel giorno. A questo episodio si intreccia, perdendosi fra mito e leggenda, un aneddoto accaduto a Milano secoli dopo quando una  massaia, nel periodo natalizio, portò a un frate un panettone da benedire. Il frate le disse di ripassare dopo qualche  giorno ma nel giro di poco, non resistendo alla tentazione, boccone dopo boccone, si mangiò l’intero panettone. Quando  la donna tornò (era proprio il 3 febbraio) il frate era sul punto di confessare nell’imbarazzo la verità ma, nell’involucro  vuoto del panettone ne era ‘miracolosamente’ comparso al suo posto uno grande il doppio. Da allora a Milano, il giorno  di San Biagio, protettore della gola, è tradizione mangiare una fetta di panettone avanzata da Natale.