Milano, inaugurazione anno giudiziario: avvocati in protesta
Milano, inaugurazione anno giudiziario: avvocati in protesta

Milano, 1 febbraio 2020 - Nuovo duro colpo contro la riforma del regime della prescrizione, che la sospende dopo il primo grado. Stavolta è arrivato dal procuratore generale di Milano, Roberto Alfonso, durante la sua relazione per l’apertura dellanno giudiziario. Alfonso ha attaccato la riforma del ministro Bonafede sostenendo che "non servirà sicuramente ad accelerare i tempi del processo, semmai li ritarderà 'senza limiti'". "La norma introdotta consente al processo di giungere all'accertamento del fatto e all'eventuale condanna dell'imputato, è ciò anche a tutela della persona offesa, ma non si può sottacere che essa viola l'articolo 111 della Costituzione, con il quale confligge, quanto agli effetti, incidendo sulla garanzia costituzionale della ragionevole durata del processo".  In tal senso la norma, "a nostro modesto avviso, presenta rischi di incostituzionalità; essa invero appare irragionevole quanto agli scopi, incoerente rispetto al sistema, confliggente con valori costituzionali". Alfonso, ha poi chiarito che, tra l'altro"nel distretto di Milano la prescrizione nella fase delle indagini preliminari incide per il 3,79%".

Per l’imputato "già solo affrontare il processo penale costituisce una 'pena'", anche per il "disdoro che purtroppo nella nostra società massmediatica esso provoca". E, dunque "l’inefficienza dell’amministrazione" non può "ricadere sul cittadino, benché imputato". Da "oltre un decennio – ha proseguito Alfonso – denunciamo gli spaventosi vuoti di organico e la mancanza di risorse che contribuiscono a determinare i tempi del lungo processo, ma certamente la soluzione ai ritardi, alla mancanza di risorse, al difetto di organizzazione, alla inefficienza dei servizi, dunque al mancato rispetto dell’art. 111 Costituzione da parte dei Governanti, non può individuarsi nella sospensione del corso della prescrizione, a danno dell’imputato". Per questo "il legislatore con urgenza e con sapienza" deve adottare "una soluzione che contemperi le due esigenze: la tutela della persona offesa e la garanzia per l’imputato di un processo di ragionevole durata".

La protesta degli avvocati

Poco prima dell'inizio delle celebrazioni, una quarantina di avvocati della Camera penale di Milano hanno sfilato mostrando cartelli con gli articoli della Costituzione come forma di protesta contro la riforma della prescrizione: "Abbiamo indicato tre articoli della Costituzione: il 24 che è per il diritto di difesa, il 27 che è la presunzione di non colpevolezza è il 111 che è il giusto processo. Accoglieremo Davigo con questi cartelli", ha detto l'avvocato Giovanni Briola del direttivo della Camera penale. Oggi, oltre a Davigo, sono presenti il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il sindaco di Milano Beppe Sala e la presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia. Gli avvocati hanno di nuovo esposto i cartelli, e sono usciti dall'aula magna, nel momento in cui ha preso la parola Davigo. La silenziosa contestazione arriva dopo l'intervista rilasciata dal magistrato nei giorni a un quotidiano sulla riforma della prescrizione che ha suscitato diverse polemiche tra gli avvocati.

"Abbiamo avuto nel corso di questi 10 mesi una caduta di doveri di comportamento dei magistrati. Ma la reazione dell'istituzione nel suo complesso e della sezione disciplinare in particolare è stata particolarmente ferma" ha detto il presidente della II Sezione Penale presso la Corte suprema di Cassazione e membro togato del Consiglio superiore della magistratura Davigo, durante il suo intervento. Un discorso durante il quale non c'è stato alcun riferimento allo scontro con gli avvocati sulla prescrizione. Nei giorni scorsi, la battaglia si era consumati a colpi di comunicati. I rappresentanti dell'organismo che raccoglie gli avvocati penalisti del distretto giudiziario del capoluogo lombardo avevano chiesto che Davigo non partecipasse alla cerimonia milanese per le sue esternazioni che "negano i fondamenti costituzionali del giusto processo, della presunzione di innocenza e del ruolo dell'avvocato nel processo penale". 

Bonafede:"Rispetto divergenze dei penalisti"

"Io rispetto le divergenze dei penalisti", ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede parlando della riforma della prescrizione avversata dagli avvocati. Per Bonafede, le divergenze sono "fisiologiche". "Io  -ha aggiunto - sono pronto al confronto con tutti gli attori", "condivido che dobbiamo intervenire sui tempi del processo". Il ministro ha spiegato inoltre di non aver "mai detto che per m ela prescrizione è un modo per ridurre questi tempi". Poi ha precisato: "Mi dispiace che vengano a volte utilizzati per etichettarmi aggettivi che ormai sono all'ordine del giorno come l'essere incivile e manettaro. Sono il primo ministro della giustizia che ha stabilito un controllo strutturale dell'ispettorato del mio Ministero su tutti i casi di ingiusta detenzione - ha aggiunto. - Controllo che prima veniva fatto soltanto sulle cosiddette scarcerazioni tardive".