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20 mag 2022

Rider, i frutti della protesta "Aperto un nuovo tavolo"

Mobilitazione contro “black list“, licenziamenti e rischi in caso di maltempo. Adesione al 60% nelle ore di punta. Just Eat: confronto per trovare soluzioni

20 mag 2022
diandrea gianni
Cronaca
Il presidio dei rider davanti alla sede di Just Eat in via Gaetano de Castillia
Il presidio dei rider davanti alla sede di Just Eat in via Gaetano de Castillia
Il presidio dei rider davanti alla sede di Just Eat in via Gaetano de Castillia
Il presidio dei rider davanti alla sede di Just Eat in via Gaetano de Castillia
Il presidio dei rider davanti alla sede di Just Eat in via Gaetano de Castillia
Il presidio dei rider davanti alla sede di Just Eat in via Gaetano de Castillia

di Andrea Gianni

Lo sciopero dei rider milanesi di Just Eat ha dato i suoi frutti. La piattaforma del delivery, infatti, ieri ha ricevuto una delegazione dei fattorini radunati in presidio davanti alla sede in via Gaetano de Castillia, aprendo un confronto sui temi al centro della protesta. "In termini di astensione dal lavoro abbiamo raggiunto il 60% – spiega Davide Contu, rider di Just Eat e rappresentante sindacale della Filt-Cgil –. In un contesto in cui almeno un 1020% dei rider sono nuovi assunti in periodo di prova ci riteniamo soddisfatti. Abbiamo ottenuto la riapertura delle relazioni industriali interrotte otto mesi fa, con un primo appuntamento per il tavolo negoziale territoriale per il 6 giugno". Da parte sua Just Eat, in una nota, rivolge ai sindacati "l’invito a un confronto aperto con la finalità di affrontare i problemi e identificare eventuali implementazioni soddisfacenti per tutte le parti". Sostiene, inoltre, che "il contratto sottoscritto è ampiamente rispettato in tutte le sue parti". Un primo passo avanti dopo settimane di rapporti tesi a Milano, sfociati nello sciopero di ieri. Al centro della protesta una trattativa che ha visto "porte chiuse" su aumenti salariali che vanno da 35 centesimi a 80 centesimi in più all’ora in busta paga. Un boom, denunciato dai sindacati, di licenziamenti per motivi disciplinari (alcuni finiti davanti al Tribunale del Lavoro di Milano) e dimissioni che hanno ridotto la flotta dei rider di Just Eat nella Città metropolitana da un migliaio a circa 650-700. E una sorta di “black list“ dei fattorini, emersa lo scorso novembre, che sempre secondo i sindacati vengono penalizzati sul lavoro. Nei “cahiers de doléances“, ci sono anche i dispositivi di sicurezza "inadeguati" e il diritto di fermarsi quando le condizioni meteo rischiano di provocare gravissimi incidenti.

Una serie di motivi che ieri hanno spinto i fattorini a rifiutare le consegne, radunandosi in presidio davanti alla sede della multinazionale “arancione“ a pochi passi da piazza Gae Aulenti. Un segnale di solidarietà arriva anche dal Municipio 2, dove oggi verrà inaugurata, in viale Zara 100, la "mostra delle 100 mappe mentali dei rider milanesi" curata dalla ricercatrice Nausicaa Pezzoni. Intanto il sindacato Deliverance Milano e la rete Rider X i Diritti intervengono sull’archiviazione dell’inchiesta della Procura di Milano, dopo che le società coinvolte hanno adempiuto alle prescrizioni per mettersi in regola e hanno versato ammende per 90mila euro. "Il nodo sulla qualifica del rapporto e sulla regolarizzazione dei contratti – denunciano – resta tutt’altro che sciolto".

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