Casa popolare negli anni ’70
Casa popolare negli anni ’70

Milano, 2 dicembre 2017 - Volti sorridenti, sguardi decisi. Visi solcati dalle rughe oppure visi di ragazzini. Il minimo comun denominatore? Sono tutte «facce di Quarto». Quarto Oggiaro, s’intende, il quartiere della periferia ovest che festeggia adesso i suoi 60 anni di vita. E per l’occasione 124 volti di abitanti sono stati immortalati e affissi su pannelli per dar vita a una mostra, inaugurata giovedì e visitabile fino a domani a Villa Scheibler di via Orsini. Era il 1957 quando furono consegnate le prime case popolari.

Erano gli anni in cui Quarto, come le altre periferie, diventava il luogo ideale per assorbire il grande incremento demografico della città con l’arrivo dei migranti dal sud Italia. Così nacquero i primi complessi popolari, le parrocchie, i negozi. Purtroppo, anche i primi problemi di criminalità. Ma i caseggiati delle vie Pascarella, De Pisis, Antona Traversi, Amoretti e non solo hanno fatto la storia. Prima ancora delle case popolari la «Quarto Oggiaro vecchia» esisteva come frazione di Musocco - annesso a Milano nel 1923 - così come Vialba. Due quartieri che oggi si fondono.

Ma torniamo alle «facce«: l’idea è stata quella di celebrare i 60 anni immortalando 60 volti. In azione il fotografo Orazio Truglio che ha sbirciato nei cortili, nelle attività commerciali, nei parchi, nelle piazze, nei luoghi di ritrovo, scattando decine di ritratti. Visi che uniti mostrano «il volto bello di Quarto». Lo sottolinea Aaron Paradiso, presidente di Vill@perta (realtà che racchiude una ventina di associazioni). «L’intenzione - sottolinea - era appunto quella di raccogliere 60 volti per i 60 anni ma alla fine ne abbiamo raccolti 124 e abbiamo deciso di esporli tutti». E i volti sono il punto di arrivo («che diventa un punto di partenza per future iniziative», aggiunge Paradiso) di un insieme di progetti che negli ultimi mesi hanno acceso i riflettori su Quarto. Tra questi: il gigantesco murale sponsorizzato da Fastweb e realizzato dagli artisti di Orticanoodles sulla facciata di un palazzo popolare tra le vie Pascarella e Graf, fiori coloratissimi «dedicati alle donne del quartiere», precisa l’artista Wally. Promotori dell’impresa: Vill@perta e Artlane, «combiniamo la street art – spiega la project manager Elisa Rossi – con la storia dei grandi brand», e in questo caso di un quartiere. E considerando che Quarto Oggiaro ospita diversi murales, «siamo pronti a farli confluire tutti su una mappa turistica alternativa» svela Fabio Galesi, presidente del Consiglio di Municipio 8. E non è finita.

Perché per i 60 anni di Quarto è in fase di realizzazione pure un documentario ideato da giovani professionisti (giornalisti e videomaker): «Abbiamo voluto raccontare il bello di questa periferia», spiega Massimiliano Perna, tra gli ideatori. È aperta raccolta fondi per sviluppare la seconda parte del progetto. «Basta coi pregiudizi, con la fama negativa, noi abbiamo trovato una grande ricchezza». Il titolo dice tutto: «57 Quarto Oggiaro (57 è la linea di bus che attraversa il quartiere) - Milano rinasce a nord ovest».