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24 feb 2022

Lombardia, primo impiego a sei mesi dal diploma: l’alta specializzazione dà lavoro

Gli Istituti Tecnici Superiori coniugano al meglio formazione e richiesta del mercato. E le aziende chiedono nuovi corsi

24 feb 2022
giambattista anastasio
Cronaca
Il liceo classico-scientifico Galilei di Legnano ha una popolazione scolastica di quasi 1500 persone
studenti
Il liceo classico-scientifico Galilei di Legnano ha una popolazione scolastica di quasi 1500 persone
studenti

Mario Draghi ci ha scommesso 1,5 miliardi di euro: a tanto ammonta l’investimento deciso nei mesi scorsi dal presidente del Consiglio e dal suo Governo per gli Istituti Tecnici Superiori (ITS). E stando ai dati lombardi la scommessa non sembra un azzardo: l’82% degli studenti trova un lavoro entro 6 mesi dal diploma. Ma non solo: in Lombardia succede che siano le imprese a chiedere l’ampliamento di alcuni corsi di studio previsti negli ITS perché formano figure professionali specializzate di cui c’è particolare richiesta. È il caso del manutentore di aerei, per esempio, e del relativo corso, del quale si chiede il raddoppio. In attesa degli effetti degli investimenti del Governo, la Lombardia fa scuola a sé. Si tratta, infatti, della regione italiana che conta più indirizzi di studio in questo segmento dell’offerta scolastica e il maggior numero di iscritti.

Il trend relativo alle iscrizioni è in continua ascesa ma, nonostante questo e nonostante i riscontri in termini di occupazione, gli Istituti Tecnici Superiori sono ancora poco conosciuti rispetto ad altri percorsi sia perché sono invenzione relativamente recente sia perché hanno un inquadramento particolare nelle gerarchie scolatiche. Istituiti dal Ministero dell’Istruzione solo nel 2010, offrono corsi che durano dai due ai tre anni (a seconda dell’indirizzo di studio) e vi si può iscrivere solo chi ha un diploma di scuola superiore: si tratta, quindi, di un livello di istruzione che si colloca al di sopra delle ordinarie scuole superiori e al di sotto dell’università. Quello che contraddistingue gli ITS è l’alto livello di specializzazione e – come già anticipato – il rapporto diretto con le imprese del settore. Non è casuale che almeno il 30% dei docenti debba provenire proprio dalle imprese. La situazione lombarda, allora.

Nell’anno scolastico in corso (2021-2022) gli ITS lombardi contano in totale 4.688 iscritti, il 36,9% in più rispetto al 2020-2021. L’aumento degli iscritti è però una costante già dall’anno scolastico 2015-2016, quando gli iscritti erano appena 1.332. Di pari passo sono aumentati anche i corsi di studio: 193 quelli attivi oggi, contro i 142 dello scorso anno scolastico. Gli ambiti di studio sono ad alta specializzazione ma anche decisamente attuali: efficienza energetica, mobilità sostenibile, trasporti e logistica, meccanica, servizi alle imprese, turismo e cultura, e, ancora, l’Information Communication Technology (ICT), la meccatronica, le tecnologie della vita, la biotecnologia, l’agroalimentare, il legno arredo e la moda.

La provincia lombarda nella quale c’è più offerta di corsi è Milano, con 55 indirizzi, quindi Bergamo, 50, e Varese 24. Proprio in quest’ultima provincia, per l’esattezza a Somma Lombardo, quindi a due passi dall’aeroporto di Malpensa, c’è il corso da “Tecnico superiore per la manutentore degli aeromobili“, decisamente apprezzato dai player del comparto. A chiudere le altre province: Brescia con 23 corsi di studio, Como con 13, Monza e Brianza con 10, Pavia con 7, Lodi con 3, Cremona, Sondrio, Mantova e Lecco con 2 corsi ciascuno.

"La nostra regione ha creduto in questo segmento formativo fin dalla sua nascita – commenta il governatore lombardo Attilio Fontana –. Parliamo di percorsi formativi creati su misura per le imprese del nostro territorio sempre alla ricerca di personale qualificato per crescere e competere nel mondo. Non a caso nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza troviamo 1,5 miliardi di euro di investimento sull’intero sistema e noi come Regione siamo pronti a giocare una partita da protagonisti".
Quindi Melania Rizzoli, assessore regionale alla Formazione e al Lavoro: "Le aziende sono direttamente coinvolte in questi percorsi, almeno il 30% del personale docente viene dal mondo del lavoro, partecipano alla progettazione didattica e gli studenti vengono formati per la metà del tempo in azienda". Ma, conclude l’assessore, "molti cittadini ancora non sanno cosa sono gli ITS, dobbiamo spiegarlo bene. Stiamo parlando di percorsi di alta formazione alternativi all’università".

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