Il tribunale di Milano
Il tribunale di Milano

Milano, 24 novembre 2016 - Accusati di omicidio colposo, sono stati assolti a Milano i nove ex dirigenti della Pirelli, in relazione alla morte di una ventina di operai per forme tumorali provocate, secondo l'accusa, dall'esposizione all'amianto. Lo ha deciso la Corte d'Appello che ha ribaltato la sentenza di primo grado quando furono condannati in 11. Con questa sentenza sono stati infatti assolti in totale 11 ex dirigenti Pirelli. I giudici, infatti, hanno assolto anche Armando Moroni, condannato in primo grado, nel frattempo deceduto e ora prosciolto nel merito. L'assoluzione è arrivata anche per un altro ex manager, mentre la posizione di Guido Veronesi, fratello del noto oncologo, era stata stralciata già nei mesi scorsi per motivi di salute.

Il processo d'appello riguardava la morte di 24 operai che avevano lavorato in viale Sarca e via Ripamonti tra gli Anni '70 e '80. Decessi provocati dalla presenza di fibre di amianto nelle due fabbriche, secondo il pm Maurizio Ascione che in primo grado era riuscito a ottenere la condanna degli 11 ex dirigenti della multinazionale degli pneumatici per omicidio colposo. Accusa che i giudici della Quinta Corte d'Appello di Milano hanno fatto cadere con una sentenza di assoluzione per tutti gli imputati, molti dei quali ultraottantenni. In primo grado erano stati condannati a pene tra i 3 e i 7 anni e 8 mesi di carcere.

COMITATO - "La giustizia che assolve gli assassini significa la morte dei Tribunali, significa che sui luoghi di lavoro c'è licenza di uccidere e impunità". Lo ha detto Michele Michelino, presidente del Comitato per la difesa della Salute nei luoghi di lavoro (parte civile), commentando la sentenza. "Non si può accettare che si continui a morire sui luoghi di lavoro, siamo arrabbiati e non ci arrendiamo", ha spiegato Michelino con a fianco Silvestro Capelli, esponente del comitato e ex operaio che, come ha spiegato, ha lavorato "per 17 anni in un'altra fabbrica, la Breda a Milano, e poi mi sono ammalato".