Pioltello (Milano), 4 luglio 2018 - Sono iniziati ieri, non senza difficoltà tecniche e organizzative, gli accertamenti irripetibili sull’ormai noto giunto, ossia il pezzo di rotaia in cattivo stato, disposti nell’ambito della super consulenza della Procura di Milano che deve far luce sull’incidente ferroviario dello scorso 25 gennaio a Pioltello, nel Milanese, nel quale morirono tre donne. Dalle prime anticipazioni sull’esito dell’esame, che continuerà comunque anche oggi, è emerso che il giunto non era in buone condizioni per via della ruggine che lo aveva consumato. La stessa ruggine sarebbe stata in quantità tale da causare un danno irreparabile. 

Ieri pomeriggio è cominciato, tra l’altro, sempre alla presenza dei consulenti della Procura, il trasferimento dei pezzi di binari e di tutte le altre prove da un deposito, in cui c’erano stati problemi di infiltrazione d’acqua, ad un altro, sempre messo a disposizione da Rete ferroviaria italiana, sempre in zona Greco. Alcune lunghe parti di rotaia, al momento, sono state lasciate all’esterno, in attesa di trovare il modo migliore per farle entrare. È stato anche analizzato il giunto “gemello”, parallelo sul binario rispetto a quello al centro dell’inchiesta, per studiare la procedura migliore per tagliare e aprire quello che, stando alle indagini, era in cattivo stato. Le analisi ritenute decisive per l’inchiesta - tra cui misurazioni ed ispezioni visive, sui binari e sul giunto - andranno avanti nei prossimo giorni, forse fino a sabato, o domenica almeno. Gli accertamenti hanno pure lo scopo di individuare chi abbia costruito (Rfi o una ditta esterna) quel giunto collocato nel cosiddetto «punto zero» dove si staccò un pezzo di rotaia e che pare essere la causa principale del deragliamento. In quella parte era stata collocata anche una tavoletta di legno per evitare che la rotaia sbattesse contro la massicciata.