Milano, 3 settembre 2018 - Capofila sì, capofila no. Questo il  dilemma che attanaglia la maggioranza di Palazzo Marino per quanto riguarda la partita olimpica. Pare infatti che siano cambiate alcune specifiche in relazione al ruolo di Milano nella candidatura a tre con Torino e Cortina, ruolo che a questo punto potrebbe uscire sminuito rispetto alla delibera con cui il Consiglio comunale, su indicazione del Coni, aveva espresso voto favorevole durante lo scorso luglio, e che appunto indicava esplicitamente che il capoluogo lombardo fosse centro del progetto.

Milano rimanga la capofila nella candidatura alle Olimpiadi invernali del 2026, come deciso da una delibera del consiglio comunale: è la sintesi della posizione della maggioranza al termine di una riunione a Palazzo Marino, in cui il sindaco Giuseppe Sala ha fatto il punto con i capigruppo. La delibera - varata il 19 luglio - aveva infatti messo nero su bianco la condizione, ma il primo agosto, dalla riunione del Coni, era uscita una candidatura paritaria a tre Milano-Torino-Cortina. La maggioranza si è mostrata dunque allineata con la posizione del sindaco. Il capogruppo Pd Filippo Barberis ritiene necessario "difendere le condizioni per cui 'Milano può fare Milano' e garantire il successo della candidatura italiana: è la mediazione del governo che la sta indebolendo". No, dunque, alla "rottura preconcetta" ma cautela per non "buttarsi in una candidatura che poi potrebbe non avere successo", per la mancanza di una governance certa.

Dubbi da parte delle opposizioni, soprattutto Lega e Movimento 5 stelle, anche se per motivi diversi. Far "saltare il tavolo" se a Milano non venisse riconosciuto ufficialmente un primato "sarebbe un grave errore se fosse una scelta unilaterale del Comune, perché si perderebbe l'opportunità per l'Italia di avere una grande occasione", secondo il capogruppo Lega e deputato, Alessandro Morelli. Che spiega che Milano "per il suo know how sarebbe capofila de facto". "Faccio notare che noi le montagne non le abbiamo - ricorda Morelli - ma sfido chiunque a dire che siamo sullo stesso gradino del podio".

Sollevano la questione della "sostenibilità economica ed ambientale" della candidatura a  tre i grillini, con Patrizia Bedori che avverte: "Non ne farei comunque una questione di campanilismo, ma di bene per gli italiani, anche perché Cortina è un paese di montagna e Torino ha già gli impianti". Inoltre Milano, rimarca, "ha altre priorità come le periferie e le case popolari", per questo motivo, se si tornasse in consiglio "o mi asterrò o voterò contro" conclude.