"Nessun segnale dalla direzione del teatro". E al Piermarini scatta lo stato di agitazione

Delegati Cgil alla Scala dichiarano agitazione per mancanza di risposte dalla direzione teatrale su contratto, aumenti salariali e altre questioni. Assemblea generale convocata per il 8 marzo. Problemi anche nel Corpo di ballo.

"Nessun segnale dalla direzione del teatro". E al Piermarini scatta lo stato di agitazione

"Nessun segnale dalla direzione del teatro". E al Piermarini scatta lo stato di agitazione

"Non c’è confronto". I delegati della Cgil hanno dichiarato lo stato di agitazione alla Scala e convocato l’assemblea generale l’8 marzo per fare il punto della situazione con i lavoratori e concordare le prossime tappe della mobilitazione. L’incipit del comunicato è riservato alla direzione del teatro, che, "nonostante le ripetute richieste, lettere, comunicati, mail, ha deciso di non rispondere, di non convocare né concordare incontri sindacali e di procedere con azioni e comportamenti unilaterali". Ecco il pomo della discordia: "È dal primo dicembre che abbiamo chiesto, insieme alle altre organizzazioni sindacali, un confronto sulle materie previste dal contratto, ma ad oggi nessuna risposta". E ancora: "A più di tre mesi dalla firma del rinnovo contrattuale – si legge ancora – non abbiamo alcuna notizia di quando i lavoratori riceveranno gli aumenti in busta paga e neppure di quando potremo disporre del nuovo testo normativo (che dovrebbe essere operativo dal primo gennaio 2024)".

Non basta: nel mirino ci sono anche la sperimentazione della piattaforma streaming ("Nessun accordo sottoscritto, neppure temporaneo") e la nuova palazzina di via Verdi ("Non abbiamo alcuna destinazione definitiva degli spazi previsti"). Senza dimenticare, fanno sapere dalla Cgil, le problematiche legate all’area artistica, al palcoscenico ("Mancata verifica e adeguamento dell’organico") e ai laboratori Ansaldo e il tema delle paventate esternalizzazioni di alcuni servizi. Non è finita. Sì, perché un altro comunicato, stavolta firmato anche da Cisl, Fials e Uil, ha sollevato la questione del Corpo di ballo. Giovedì i danzatori di via Filodrammatici si sono riuniti in assemblea e hanno respinto all’unanimità "la proposta aziendale di rimodulazione della composizione dei ruoli all’interno della compagnia". Le quattro sigle ritengono che "sia giunto il momento di avviare un percorso per un incremento della compagnia", vista "la strutturale necessità di assumere almeno dieci ballerini in aggiunta all’organico per ogni stagione". N.P.

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