Muratori fai da te a Trezzo, il conto: “Abbiamo sacrificato anni e siamo senza una casa”

Il progetto in via Allende costato 15.548 ore di lavoro non ha mai visto la luce. Le 12 famiglie coinvolte per realizzare la palazzina ne chiedono il riconoscimento

Muratori fai da te, il conto: "Abbiamo sacrificato anni e siamo senza una casa"
Muratori fai da te, il conto: "Abbiamo sacrificato anni e siamo senza una casa"

Trezzo sull’Adda (Milano) – Gli ex autocostruttori di Trezzo presentano il conto al Comune. "Noi senza casa e con 15mila 548 ore di lavoro sulle spalle gratis da recuperare", hanno spiegato al Sicet, il sindacato inquilini che ha subito chiesto "una compensazione" alla Giunta. Dietro al dramma di queste famiglie c’è il fallimento del progetto in via Salvador Allende, decollato nel 2005 con l’entusiasmo di un piano innovativo dal forte impatto sociale, e mai arrivato in porto dopo il crac della cooperativa Alisei che tirava le fila.

Un’iniziativa che risale ai tempi della Giunta di centrosinistra. Ma adesso le 12 famiglie coinvolte per realizzare la palazzina vogliono che sia riconosciuto il valore di quanto fecero, tra loro molti stranieri. "Abbiamo sacrificato weekend e tempo libero per il sogno di un nido tutto nostro e ci siamo ritrovati senza niente. Non è giusto". Una riunione nella sede del sindacato ha visto la partecipazione di tutti i muratori fai da te - tranne uno scomparso nel frattempo e un altro che si è trasferito - rimasti con un pugno di mosche in mano. "Un’istanza legittima che l’Amministrazione non può ignorare - spiega Gianluigi Colombo, responsabile del Sicet di zona -, queste famiglie hanno dovuto ricomprarsi un appartamento o pagare affitti altrove. E certo la colpa di quel che è successo non è loro. A Vimodrone, dove c’era un programma gemello, il municipio ha preso di petto la questione e le case sono state portate a termine, a Trezzo è rimasto tutto abbandonato per 10 anni. Le mancanze sono anche di Aler, che ereditò la partita, e della Regione. Ma a farne le spese è chi aveva creduto in una proposta e si era impegnato a fondo per portarla a termine mettendo a disposizione impegno e fatica".

L’assemblea con i vecchi assegnatari si è chiusa con una richiesta di incontro al sindaco Silvana Centurelli. Il primo cittadino ha chiuso la partita da tempo destinando il condominio a scopi sociali. Il rudere verrà recuperato, un percorso cominciato con l’acquisizione dello stabile "costato 432mila euro", ricorda Colombo, ora ci sarà una selezione per sistemarlo e poi la palazzina mai nata avrà una nuova vita. "Ma chi l’ha realizzata sotto la guida di veri muratori aspetta una risposta", sottolinea il sindacalista. Avrebbero dovuto pagare l’appartamento con il proprio lavoro e con 10 anni di affitto a riscatto. Questi erano i patti sottoscritti 19 anni fa da chi era stato selezionato attraverso una graduatoria. Per 18 mesi andò tutto secondo i piani, poi, i guai: il fallimento della coop, il blocco cantiere, e niente denaro. Avanzamento dei lavori fermo al 75% e di lì non ci si è più mossi. Da allora si è fatto strada solo il degrado, "ma a noi - dicono gli inquilini dimenticati - nessuno ha pensato".

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