Autovelox
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Milano, 8 giungo 2017 - Multe da autovelox, il Tar fissa due paletti: niente notifiche oltre i 90 giorni e modifica della dicitura dei verbali di accertamento. Tutto nasce dal ricorso presentato nel 2015 da Altroconsumo sull’onda delle polemiche scatenate dal numero monstre di sanzioni comminate dai 7 rilevatori di velocità installati nel marzo del 2014. In particolare, l’associazione attacca la prassi adottata dall’amministrazione di far scattare il countdown dei 90 giorni – termine massimo per la notifica delle contravvenzioni non immediatamente contestate – dal momento in cui l’agente di polizia locale visiona il fotogramma con la targa del veicolo fuorilegge e non dal giorno in cui s’è effettivamente materializzata l’infrazione.

Una tesi sostenuta da più parti, tanto che dovrà intervenire il ministero dell’Interno con una comunicazione alla Prefettura datata 7 novembre 2014 per precisare che «il dies a quo per la decorrenza dei termini non può che essere individuato in quello della commessa violazione». Il 26 febbraio 2015, Altroconsumo invia una diffida a Palazzo Marino con una serie di richieste: dall’immediata cessazione della notifica di verbali oltre i 3 mesi all’annullamento in autotutela di tutte le multe arrivate fuori tempo massimo, fino alla modifica del testo contenuto nei verbali e all’attuazione di una procedura per la restituzione delle somme incassate illegittimamente. Dal Comune, lamenta Altroconsumo, nessun riscontro. E allora ecco il ricorso al Tribunale amministrativo. Ieri il verdetto. Tanto per cominciare, i giudici considerano chiuso il capitolo legato alle ritardate notifiche: «Le parti prendono atto – si legge nella sentenza – che il problema è stato di fatto superato: dopo il picco del 2014, le notifiche oggi viaggiano intorno ai 48 giorni dall’infrazione».

Del resto, proprio i legali dell’amministrazione hanno ricordato in aula che «l’esorbitante e imprevedibile numero delle violazioni (1.664.070 nei primi 9 mesi, ndr) ha determinato inizialmente alcuni ritardi nell’accertamento delle stesse, cui il Comune ha posto rimedio nei mesi immediatamente successivi potenziando l’organico dell’ufficio incaricato dell’emissione dei relativi verbali». E passiamo all’altro nodo: la dicitura sui verbali spediti a casa degli automobilisti indisciplinati. Quella messa in discussione da Altroconsumo recita così: «Il verbalizzante in servizio presso l’Ufficio varchi della polizia locale di Milano, in data , data dalla quale decorrono i termini di notifica del presente verbale, ha accertato che il conducente del veicolo targato in data alle ore ha commesso le seguenti violazioni...». «È chiaro – sottolinea il Tar – dai verbali prodotti in giudizio che rispondono a uno schema comune e che forniscono al lettore la chiara informazione che i termini di notifica del verbale decorrono dal momento in cui l’agente di polizia prende conoscenza in ufficio delle foto scattate dalle stazioni automatiche di rilevamento». Conclusione: il Comune ha 90 giorni per modificare i verbali di contestazione. Da piazza Beccaria, però, fanno sapere di essersi già adeguati da tempo, una volta smaltito l’arretrato da record. In ogni caso, il Tar ha fissato i paletti.