Le case popolari nel centro di Milano
Le case popolari nel centro di Milano

Milano, 27 febbraio 2021 - Si resta a bocca aperta già guardando le facciate da cartolina. Certi cortili ipnotizzano come fossero opere d’arte. I più fortunati, spalancando le finestre e vedono la Madonnina. Da favola, l’edificio dell’ex teatro Fossati. Si fatica a credere che alcuni palazzi del centro siano case popolari, eppure i complessi Erp (Edilizia residenziale pubblica) di proprietà del Comune e gestiti da MM sono gioielli racchiusi nelle vie Bergamini e Laghetto, in corso Garibaldi e nelle vie Statuto, Palermo e San Maurilio, ma anche in via Anfiteatro, in via Mercato, in via Pontida e in via Madonnina. Pure in corso di Porta Ticinese e in via Scaldasole. Ma non solo.

In totale, 36 edifici con 770 appartamenti di cui 552 affittati regolarmente (con canone calcolato in base al reddito), 210 sfitti (da ristrutturare) e 8 occupati abusivamente. Al patrimonio si aggiungono 319 posti auto o box e 133 locali "per usi diversi". Quanti inquilini? In totale 1.024, 452 famiglie di "soli adulti" e 24 con "solo over 65", mentre gli ultrasessantacinquenni che vivono soli sono 170: gli anziani rappresentano una grossa fetta. Ancora, 176 famiglie con minori, 113 single, 89 nuclei di soli adulti tra cui over 65. Una popolazione variegata, l’esempio di mix sociale che normalmente si crea nei contesti di edilizia popolare: le palazzine del centro non fanno eccezione.

Certo, il contesto è molto diverso: "Si esce di casa e ci si sente immersi nella frenesia della città. Tutti gli uffici sono facilmente raggiungibili, ci sono più linee di metropolitana, tram e bus. Servizi anche per svagarsi", dice Giuseppe, 46 anni, residente in corso Garibaldi da 22. "Prima abitavamo in zona viale Monza, mio padre ha fatto domanda di casa popolare e gli è stata assegnata qui". Portoni con le serrature integre, nessuna cartaccia in cortile. Palazzi storici e case di ringhiera da vecchia Milano che conservano un fascino immutato. Anche l’ex teatro Fossati, in corso Garibaldi 17, è una casa popolare. "La facciata è tra le più fotografate dai turisti", sottolinea Luca Foschi, assessore alla Cultura del Municipio 1. "Sfido un milanese a riconoscere quali siano le case popolari passeggiando per il corso. Questo è un patrimonio di tutti, da valorizzare e da far conoscere". I "problemi" segnalati sono diversi da quelli degli altri quartieri: "Dalle periferie - sottolinea un inquilino - si viene qui a bere la sera. Però, indubbiamente, la zona è controllata". Ed essendoci molti anziani invalidi o che necessitano di supporto, è fondamentale la figura del “custode sociale” (il servizio è gestito dalla Fondazione Somaschi) che indirizza gli inquilini ai servizi, sbroglia questioni burocratiche e promuove la socialità. "L’attività culturale e di animazione nei condomini di edilizia residenziale pubblica è essenziale – continua Foschi –. Molte persone sono sole, ma il mix sociale spinge all’aiuto reciproco". Delle attività organizzate si è parlato giovedì durante la commissione municipale congiunta Demanio-Educazione. Tra le iniziative: il cinema nel cortile di via Scaldasole e concerti in corso Garibaldi, con anche un’incursione di mariachi messicani al civico 89.