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23 mar 2022

Aler Milano non paga le imprese di pulizie. Ci risiamo

In arretrato 4 mesi. Simona, titolare di una ditta di pulizie: costretta a sospendere i lavori se i soldi non arrivano

giambattista anastasio
Cronaca
 Inquilino di una casa Aler
Inquilino di una casa Aler

Ci risiamo: Aler Milano è di nuovo in arretrato con i pagamenti dovuti alle imprese che lavorano nei caseggiati popolari, in particolare quelle che fanno le pulizie e curano il verde. Il ritardo accumulato è ormai pari a quattro mensilità. Nel dettaglio, Aler paga a 60 giorni, questo significa che la rata relativa ai mesi di settembre e ottobre 2021 sarebbe dovuta essere liquidata il primo gennaio 2022, ma così non è stato. La rata relativa ai mesi di novembre e dicembre 2021 sarebbe dovuta arrivare il primo marzo 2022, ma anche in questo caso non è ancora stato corrisposto alcunché.

Ritardi, quelli appena riferiti, dei quali Il Giorno si era occupato già a dicembre. Allora le imprese di pulizia erano state lasciate senza soldi per sette mesi e perché la situazione fosse sanata si era dovuto attendere che la Giunta regionale trasferisse ad Aler i soldi previsti nell’ambito del fondo di solidarietà, quel fondo che serve prioritariamente a coprire i mancati introiti patiti dall’azienda dell’edilizia pubblica a causa della morosità degli inquilini. In quell’occasione una parte delle risorse furono dirottate sulle imprese di pulizia e cura del verde per liquidare arretrati che a dicembre valeva circa 4 milioni di euro. Rieccoci ora. A denunciare nuovamente i ritardi è Simona Ditella, titolare della Essedi Splendor, un’impresa che si occupa di fare le pulizie, disinfestare gli ambienti e curare il verde anche nei condomìni di Aler Milano. Sono 10 gli stabili popolari per i quali la Essedi aspetta di essere retribuita e si tratta di stabili situati in via Abbiati (quartiere San Siro), via Pomposa (Corvetto), via Russoli e viale Famagosta (Barona), via Val Devero (Forze Armate-Baggio), via Baroni (Gratosoglio) e in via Marcona (corso 22 Marzo).

Nelle ultime settimane Ditella ha scritto più volte ai vertici di Aler per sollecitare il pagamento delle mensilità arretrate, senza mai ottenere risposta. La mail che meglio riassume lo stato d’animo e le difficoltà di questa imprenditrice è quella inviata lunedì, solo tre giorni fa: "Ricordo ad Aler che io i dipendenti li devo pagare, ricordo ad Aler che io i contributi Inps ed Inail dei dipendenti li devo pagare, ricordo ad Aler che io i detergenti li devo pagare, ricordo ad Aler che io i sacchi della pattumiera li devo pagare, ricordo ad Aler che io gli attrezzi per le pulizie li devo pagare. Infine ricordo ad Aler che anche io ho diritto a percepire il mio stipendio". Un memento rimasto inascoltato.

"Questa situazione non è più sostenibile – sbotta Ditella –, ormai è questione di giorni: se non mi sarà dato quello che mi spetta, sarò mio malgrado costretta a sospendere temporaneamente l’attività, a smettere di fare le pulizie nei condomìni, non ho altra scelta". Il ripetersi di questi ritardi è dovuto ad un problema conclamato: ad Aler Milano manca liquidità. Questo è in parte dovuto alla morosità degli inquilini. E il fenomeno della morosità è stato a sua volta acuito, negli ultimi due anni, dalla pandemia da Coronavirus. "Ma il problema esisteva anche prima – assicura Ditella –. È addirittura dal 2013 che Aler onora i pagamenti con le imprese e i fornitori in puntuale ritardo, quindi gli effetti e le conseguenze della pandemia c’entrano solo fino ad un certo punto. E ad ogni modo – conclude la titolare della Essedi Splendor – non devono e non possono essere le imprese a pagare. Non è colpa nostra se Aler e la Regione non sono in grado di contrastare l’abusivismo e tenere la morosità entro soglie accettabili".

A replicare è Domenico Ippolito, direttore generale di Aler Milano, che ribadisce che i problemi relativi alla liquidità e alla morosità sono stati "aggravati dalla pandemia" ma soprattutto si impegna "a liquidare alle imprese le mensilità di settembre e ottobre 2021 entro 7 giorni, entro la fine della prossima settimana", con tre mesi di ritardo. Da oggi parte quindi il conto alla rovescia per verificare se questo impegno sarà onorato. Ma è evidente che occorre una soluzione strutturale che impedisca alle imprese e alla stessa Aler di trovarsi ogni due mesi in questa situazione. Del resto non è accettabile che un’azienda controllata dalla Regione Lombardia, quindi da un’istituzione pubblica – quale è la stessa Aler –, tardi a pagare chi lavora per essa mettendolo così in ovvia difficoltà, per di più in un periodo come questo, segnato non più solo dalle incertezze di una pandemia che non è ancora alle spalle ma anche dai rincari provocati dall’invasione russa dell’Ucraina. Non è a maggior ragione accettabile se l’azienda che ritarda i pagamenti, e chi lavora per essa, si occupa di mantenere puliti e vivibili periferie e quartieri spesso al centro di ambiziosi accordi interistituzionali come quelli di San Siro e del Gratosoglio. Perché allora viene spontaneo pensare che manchino le fondamenta sulle quali far poggiare quegli accordi e le relative ambizioni.

 

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