La gara riguarda la distribuzione del gas a Milano e nell'hinterland
La gara riguarda la distribuzione del gas a Milano e nell'hinterland

Milano, 6 dicembre 2019 - Una gara-monstre da 1,37 miliardi di euro. Una concessione di 12 anni per distribuire il gas naturale in 830mila punti di riconsegna distribuiti tra Milano e i Comuni di Baranzate, Bollate, Cinisello Balsamo, Corsico, Novate Milanese e Sesto San Giovanni. Ci sono voluti quasi tre anni e una trentina di riunioni riservate per assegnare il maxi appalto, il secondo per importanza in Italia dopo quello di Roma, aggiudicato da Palazzo Marino nel settembre 2018 a Unareti, la società controllata dalla multiutility A2a; battuto l’altro colosso dell’energia 2i Rete Gas spa, controllato dal fondo F2i, grazie ai 5 punti in più per l’offerta tecnica (a parità di giudizio sull’offerta economica). A poco più di un anno da quel verdetto, ne è arrivato un altro, altrettanto pesante: il Tribunale amministrativo della Lombardia ha annullato tutta la procedura, escludendo entrambi i competitor.

Tutto da rifare insomma, a meno che, com’è probabile, l’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Sala non decida di fare ricorso al Consiglio di Stato; su questo aspetto sono ancora in corso valutazioni con l’Avvocatura. Stiamo alla sentenza, pubblicata ieri. A impugnare il provvedimento sono stati i secondi classificati, che hanno contestato una serie di presunte irregolarità da parte di Unareti. Quasi tutti i motivi di ricorso presentati da 2i Rete Gas srl sono stati considerati validi da parte dei giudici. Innanzitutto, il socio unico di Unareti, vale a dire la società A2a nata nel 2008 dalla fusione tra le ex municipalizzate di Milano (Aem e Amsa) e di Brescia (Asm), non ha presentato la dichiarazione sulle condanne penali. Nonostante la giurisprudenza non sia univoca sull’opportunità di estendere l’obbligo «a qualsivoglia soggetto che di fatto controlli l’operatore partecipante, senza quindi alcuna distinzione tra controllante persona fisica e controllante persona giuridica», il collegio presieduto da Rosalia Maria Rita Messina ha deciso di adottare la linea più stringente possibile, in considerazione del «valore quanto mai significativo» della concessione e dell’ambito territoriale «di particolare rilevanza socio-economica». E ancora, il Tar ha contestato pure il mancato pagamento nei termini di legge da parte di Unareti del contribuito «a favore di Anac», l’Authority Anticorruzione.

Una mancanza di cui la commissione si accorse nella seduta del 27 marzo 2017, «consentendo però a Unareti – sottolineano i giudici – di regolarizzare la sua posizione attraverso il versamento del contributo omesso». Non è finita. Sì, perché il Tribunale ha pure ritenuto illegittima la decisione del pool di super esperti di non invalidare l’offerta tecnica di Unareti, contenente «un foglio stampato fronte retro costituente il computo metrico estimativo di un intervento su un impianto sito nel Comune di Cinisello Balsamo». «L’inserimento nel plico dell’offerta tecnica di un computo metrico – la tesi del Tar – si pone, senza dubbio, in contrasto con la lex specialis, giacché il computo metrico è parte dell’offerta economica e il suo disvelamento in sede di lettura dell’offerta tecnica viola il noto principio di separatezza tra le due offerte». Insomma, sono emersi diversi vizi di forma (e in parte pure di sostanza) che non potevano che decretare lo stop all’aggiudicazione.
Stesso destino , però, è toccato pure a 2i Rete Gas srl, in virtù dell’accoglimento del ricorso incidentale presentato da Unareti: in questo caso, i giudici hanno valutato che la scelta della srl di avvalersi in maniera massiccia dei servizi della casa madre spa, senza specificare mezzi e risorse umane da impiegare, portasse con sé il serio rischio di una «surrettizia cessione integrale del contratto». Conclusione: concorrenti out, bando da rifare.