Un bagno distrutto in un alloggio sgomberato
Un bagno distrutto in un alloggio sgomberato

Milano, 13 maggio 2018 - Finestre murate, mini discariche sull’erba, cancello sempre aperto spalancato su un cortile colabrodo e palazzoni fatiscenti. Ecco via Lorenteggio 181, complesso di palazzine Aler al centro di un mega intervento di riqualificazione che prevede demolizione e ricostruzione: lo scorso autunno, le ruspe avevano abbattuto il primo stabile. Ora tocca all’altra ala.

Ma c’è un particolare non trascurabile: il complesso non è disabitato. Nei mesi scorsi, gli inquilini regolari sono stati trasferiti in alloggi alternativi e ora restano quattro famiglie «occupanti storiche», seguite dai sindacati Unione Inquilini e Sicet, alle quali se ne sono aggiunte altre, che hanno invaso le case man mano che si liberavano. In tutto, una decina di nuclei stranieri. Senza contare «le cantine occupate e il continuo viavai in cortile; c’è persino gente che si lava davanti a tutti», racconta il tabaccaio Alberto Gargarella, che ha l’attività nello stesso stabile. «Il caseggiato è allo sbando», aggiunge Gaetano Bianchi (FI), consigliere del Municipio 6. Giovedì mattina era stato fissato lo sgombero (poi non avvenuto) ma a tutti gli occupanti è stato lanciato un ultimatum: dovranno lasciare gli alloggi perché devono partire i lavori di riqualificazione. E a poco a poco verranno staccate tutte le utenze. Nel frattempo questo caseggiato continua a essere una sorta di mondo a sé, staccato dal resto della città, con panni stesi su facciate spettrali e bimbi che giocano in cortile tra masserizie buttate.

Giovedì i sindacati hanno sottolineato l’urgenza di trovare una soluzione: «Quattro nuclei hanno da tempo presentato al Comune una richiesta di esame della propria condizione di occupanti in stato di necessità ma non hanno ancora ricevuto alcuna risposta, nonostante il Protocollo d’Intesa preveda che alle famiglie presenti nello stabile da prima di febbraio 2016 venga proposta la sottoscrizione di un contratto temporaneo per un altro alloggio». Quanto alle altre famiglie, «sono nuclei poveri, che non hanno mai creato problemi di ordine pubblico, molte aiutate da parrocchie e associazioni del territorio, i cui figli frequentano regolarmente le scuole di quartiere». L’auspicio è che la situazione si possa risolvere serenamente. Ma il clima è teso. Giovedì mattina, in via Lonteggio 181 si sono presentati pure militanti di centri sociali, che sostengono le occupazioni. «Ma noi - è la parola degli abitanti dei palazzi attorno e dei commercianti - vogliamo che nel nostro quartiere trionfi la legalità».