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14 mag 2022

L’intonaco crollò in aula: avviso di garanzia al sindaco

Nell’ottobre 2020 si sfiorò la tragedia all’elementare Mosè Bianchi. Ermanno Zacchetti, candidato al secondo mandato, annuncia: sono indagato

barbara calderola
Cronaca
I tecnici comunali stabilirono che «si trattò di sfondellamento». Ora la procura indaga
I tecnici comunali stabilirono che «si trattò di sfondellamento». Ora la procura indaga
I tecnici comunali stabilirono che «si trattò di sfondellamento». Ora la procura indaga

di Barbara Calderola

Crollo di un pezzo di intonaco dal soffitto all’elementare Mosè Bianchi, "sono indagato". È lo stesso Ermanno Zacchetti, primo cittadino Pd di Cernusco, da oggi in corsa per il secondo mandato, a dare la notizia dell’avviso di garanzia ricevuto dalla procura di Milano per l’incidente in una quinta elementare nell’ottobre 2020, al ritorno in classe dopo il primo terribile attacco del virus. Bocche cucite sull’ipotesi di reato. "Non intendo entrare nel merito della vicenda – dice – ci penserà la magistratura. Ma non mi sono mai sottratto alle responsabilità che la carica richiede e non lo farò neanche stavolta. Sono convinto che sia il modo migliore per mettersi a disposizione della città. Ai sindaci spettano oneri e onori".

Nessuno era rimasto ferito grazie all’intuizione di Marco, un bambino di 10 anni che vide una crepa avvisando immediatamente la maestra. Successe tutto in pochi istanti, l’insegnante, senza perdere la calma fece uscire i bambini e subito dopo un rettangolo di due metri per uno cadde rovinosamente a terra. Ma ormai, per fortuna, la stanza era vuota. Ora, però, i giudici vogliono vederci chiaro. I tecnici comunali stabilirono che "si trattò di sfondellamento", così si chiama il distacco di intonaco dal punto di vista tecnico, e tutto finì in una relazione "proprio per cristallizzare fatti e responsabilità. Incontrai anche i genitori in un’ottica di trasparenza", ricorda Zacchetti. Fu un confronto piuttosto burrascoso, anche sulla causa dell’episodio, che fu individuata "in un errore di costruzione dell’istituto che risale al 1985" e non da imputare alle infiltrazioni "come si era creduto in un primo momento".

A fare il resto sarebbero state le sollecitazioni caldo-freddo, fino all’epilogo. Nelle settimane successive l’intero stabile fu sottoposto a verifiche e carotaggi, soprattutto nell’aula accanto a quella del distacco, entrambe sigillate in attesa che tutto fosse sistemato. Poi aprirono i cantieri per evitare altre brutte sorprese. Piano piano tutto è finito nel dimenticatoio, ma non per la Procura che approfondisce. "Mi auguro che nessuno strumentalizzi in vista delle elezioni - dice Nico Acampora, assessore all’Istruzione – sarebbe davvero squallido".

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