Lex bocconiano e imprenditore milionario Alberto Genovese, 43 anni, ora in carcere
Lex bocconiano e imprenditore milionario Alberto Genovese, 43 anni, ora in carcere
Le feste “top“ erano a Ibiza, Istanbul e Formentera e, a renderle “top“, come le definiva in slang Alberto Genovese erano le donne, "ma solo drogate e giovanissime". La droga, a fiumi e di alta qualita, 500 euro al grammo quella rosa, era portata da "Sam" e "Leo". I dettagli emergono dall’interrogatorio dell’ex guru delle start up, dal carcere di San Vittore dove è rinchiuso da ottobre, per lo stupro della diciottenne a terrazza Sentimento. Genovese è accusato di avere sequestrato e violentato per venti ore una giovane, dopo averla drogata, mentre...

Le feste “top“ erano a Ibiza, Istanbul e Formentera e, a renderle “top“, come le definiva in slang Alberto Genovese erano le donne, "ma solo drogate e giovanissime". La droga, a fiumi e di alta qualita, 500 euro al grammo quella rosa, era portata da "Sam" e "Leo". I dettagli emergono dall’interrogatorio dell’ex guru delle start up, dal carcere di San Vittore dove è rinchiuso da ottobre, per lo stupro della diciottenne a terrazza Sentimento. Genovese è accusato di avere sequestrato e violentato per venti ore una giovane, dopo averla drogata, mentre era in stato di incoscienza, per almeno sette volte. Stando alla versione di Genovese, resa davanti al gip Tommaso Perna, ai difensori e al pm Rosaria Stagnaro, alle sue feste c’erano due zone "separate", una per quelli che si drogavano e un’altra per coloro che non appartenevano a quel "mondo" di consumatori di stupefacenti.

Il 90% della cocaina e delle altre sostanze, tra cui la ketamina, le metteva a disposizione lo stesso imprenditore, mentre la restante parte, stando all’interrogatorio, la portavano altri uomini ospiti alle feste. "Sam" era quello da cui lui principalmente si riforniva, perché "gli bastava anche un solo giorno di preavviso" ed era in grado di procurargli droga ovunque gli servisse. Lo stesso "Sam" partecipava anche ad alcune feste. Da una chat dello scorso ottobre tra Genovese e una delle ragazze che poi lo ha denunciato (quei capi di imputazione non sono stati accolti dal gip nell’ordinanza) emerge che "Sam" faceva parte della compagnia: "ma tu vuoi venire a Istanbul dal 28 al 4? - scriveva Genovese - facciamo Halloween lì (...) poi lì troviamo Sam e altri amici, abbiamo un po’ di feste top".

L’altro rifornitore, invece, sempre stando alla versione dell’imprenditore, si occupava in particolare della droga per le feste nell’isola spagnola.

Genovese ha fatto entrambi i nomi nell’interrogatorio e sul punto ovviamente sono in corso le indagini di investigatori e inquirenti.

L’ex bocconiano, sempre dalla sua cella, ha sostenuto che le giovani che frequentavano quelle feste erano consapevoli di quello che succedeva a "Terrazza Sentimento".

E avrebbe sostenuto che la modella di 23 anni che lo accusa di stupro,, con cui per un periodo, a suo dire, aveva avuto anche una relazione, era consenziente e che i lividi che aveva sul corpo erano dovuti al fatto che la ragazza era talmente "fatta" che lui e la fidanzata avevano dovuto tenerla ferma perché era in preda alle conseguenze della coca, non per abusarne. .Dunque, chi sceglieva di andare ai festini a base di droga, secondo la sua versione, ne era ben consapevole. Ha detto al giudice anche che lui "sta male" in carcere e di recente, infatti, la difesa ha chiesto i domiciliari in una clinica per la disintossicazione. Istanza, però, bocciata.