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3 ago 2022
claudio
Cronaca
3 ago 2022

Le altalene nel mare degli anni ’60

3 ago 2022
claudio
Cronaca

Claudio

Negri

era il tempo – e da qualche parte c’è o ci sarà ancora – delle altalene marine. Altalene seriali, allestite tutte uguali, tutte azzurrine ogni tot metri di costa, zavorrate in un fondale di cinquanta centimetri, il sedile di gomma nera a prendere il primo cavallone nitrente dall’alto mare aperto. Erano lì, ben piantate negli Anni Sessanta del secolo scorso, forse per un sistematico marcamento dell’universo, quasi come ideogrammi giapponesi. Le altalene erano sponsorizzate da un gelato e l’altalenista ideale, quella della pubblicità, era una ragazza bionda in ottima salute dondolante nel vento dei suoi capelli e suggente nel contempo un mottarello riuscendo finanche a sorridere. Leggiadro multitasking femminile. Ovvio che l’altalena, nella realtà, quasi mai dondolasse ninfe e sirene albine, ma giovanissimi gaglioffi che andavano azzuffandosi per l’effimero possesso del sedile dal quale si tuffavano poi addosso agli altri contendenti in una tonnara di corpi, spruzzi, schiume di capodogli, iodio e acido urico. Una volta, viaggiando in alta stagione su un treno in litoranea, le altalene mi apparvero in sequenza corrente e coerente. Ipnotica parata, sempre affollata di gaglioffi in rissa anfibia, come se la vacanza fosse in realtà una forma spiaggiata della cara vecchia lotta per la sopravvivenza, leoncelli marini a darsi musate sanguinolente dalla scogliera al resort dei vip. Ma a un certo punto, ecco una soluzione di continuità: un’altalena rotta. Il sellino pendeva da un resto di catena, una ruggine abissale, da pirati dei Caraibi, s’era mangiata la vernice azzurrina dell’impalcatura. Sola in un mare indifferente. Pensai a Catherine Spaak adolescente ne La Voglia Matta quando, da un gabbiotto, fissa il mare piovoso e dice: “L’estate è finita”. Ma già alla prossima altalena la vita si era rimessa in moto, con la tonnara di cui sopra. Mentre una generazione di bambini indossanti costumini azzurri si perdeva tra gli ombrelloni.

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