GIAMBATTISTA ANASTASIO
Cronaca

La Cascinazza verso la svolta. Ieri la città satellite Milano 4. Domani la vasca anti-Lambro

L’area da 500mila metri quadrati è destinata ad ospitare un invaso di laminazione da 26 milioni per scongiurare l’esondazione del fiume e i ripetuti allagamenti del parco e delle sue comunità.

La Cascinazza verso la svolta. Ieri la città satellite Milano 4. Domani la vasca anti-Lambro

La Cascinazza verso la svolta. Ieri la città satellite Milano 4. Domani la vasca anti-Lambro

Quindici anni fa, proprio sulla stessa area, sembrava dovesse sorgere un grande quartiere residenziale, una città satellite: "Milano 4". Allora la proprietà dei terreni era di Paolo Berlusconi, che la mantenne almeno fino al 2008. Il progetto immobiliare poi naufragò perché il vincolo a verde che gravava, e grava tuttora, sull’area era semplicemente inamovibile. E, di più, sull’affaire accese i fari la procura di Monza. Ancora oggi i 500mila metri quadrati della Cascinazza sono, quindi, l’unica area non urbanizzata lungo l’asse che unisce da nord a sud Monza, Brugherio, Sesto San Giovanni e Milano. Ed è proprio qui che potrebbe essere realizzata una vasca di laminazione particolarmente importante, anzi decisiva, per per proteggere l’area nord-est di Milano e il parco Lambro dall’esondazione dell’ominimo fiume. A beneficiarne sarebbe, tra l’altro, la Comunità Exodus e Ceas, i cui operatori e ospiti sono costretti ad abbandonare le loro sedi ad ogni piena del fiume. Il progetto di una vasca alla Cascinazza non è nuovo, non nasce oggi: Regione Lombardia finanziò uno studio di fattibilità già nel 2016, lo finanziò con 57mila euro sulla base di una richiesta arrivata dall’Aipo, l’Agenzia Interregionale del Fiume Po, che aveva indiduato la Cascinazza come area strategica per bloccare l’esondazione del fiume "a monte".

Negli anni successivi, tuttavia, si diede priorità ad altri interventi. La stessa Regione Lombardia ha investito 30 milioni di euro nella realizzazione delle vasche di laminazione di Pusiago, Inverigo e in quella di Costa Masnaga. Senza dimenticare gli interventi per opere di mitigazione e di manutenzione staordinaria che si sono succeduti negli anni. Solo per le mitigazioni e le manutenzioni bisogna aggiungere altri 8 milioni di euro. Ora, però, sembra essere scoccata l’ora della vasca alla Cascinazza, resa ancor più indispensabile di quanto si pensasse già nel 2016 da almeno un fattore: quel cambiamento climatico che sta facendo aumentare il volume e l’intensità delle precipitazioni, della pioggia, su Milano, sulla Lombardia e sulla pianura padana, più in generale. Si tratta, poi, di andare a completare un puzzle (quello delle opere di contenimento e mitigazione) che manca di un pezzo sostanziale.

Non a caso, proprio nei giorni scorsi si è tornato a parlare di una vasca di laminazione "tra Milano e Monza" nel corso di un incontro tra Regione Lombardia e Comune, tra il governatore lombardo Attilio Fontana e l’assessore regionale al Territorio, Gianluca Comazzi, da un lato, e il sindaco Giuseppe Sala e l’assessore comunale alla Sicurezza, Marco Granelli, dall’altro. Proprio Granelli, venerdì scorso, quattro giorni fa, sul suo profilo Facebook, ha fatto sapere: "Con l’acqua non si scherza: serve una vasca tra Monza e Milano sul Lambro. Il 15 maggio scorso l’acqua del Lambro ha allagato il Parco omonimo a Milano e le Comunità Exodus e CEAS, lì presenti. L’attuale Piano di Protezione civile del Comune di Milano prevede l’evacuazione delle comunità al crescere dei livelli e al superamento delle soglie, tra gennaio e maggio è accaduto 10 volte. Nell’incontro avuto ieri (giovedì ndr) in Regione il sindaco ed io abbiamo chiesto che venga realizzata una vasca tra Monza e Milano, per trattenere le acque delle piene del Lambro, e prevenire queste esondazioni. La vasca del Seveso ci ha insegnato che è possibile e funziona. Per noi è l’unica strada".

E dall’assessorato regionale al Territorio sottolineano che non c’è nulla da inventare, che tale vasca è già in agenda da tempo, che l’area è già stata individuata insieme all’Aipo e, soprattutto, che da parte della Regione c’è la volontà di riportare in auge il progetto e attuarlo. "Sul fiume Lambro, Regione Lombardia ha investito negli ultimi anni oltre 31 milioni di euro a tutela di residenti, agricoltori e attività produttive. Tra i vari interventi futuri stiamo studiando la possibilità di realizzare una nuova vasca di laminazione tra Milano e Monza, da aggiungere a quelle già esistenti, per mitigare ancora di più l’impatto del Lambro" sottolinea l’assessore Comazzi. Perché la vasca possa essere realizzata occorre esaudire due passaggi, spiegano da Palazzo Lombardia. Il primo è l’aggiornamento del piano di fattibilità: "In questi otto anni la quantità e la qualità delle precipitazioni sono decisamente cambiata, è quindi necessario aggiornare il piano alla luce delle nuove medie stagionali, dei nuovi dati". Il secondo passaggio è quello decisamente più critico: reperire i fondi necessari alla progettazione e alla realizzazione della vasca di laminazione. "Servono almeno 26 milioni di euro" fanno sapere sempre da Palazzo Lombardia. Su questo aspetto arriva, però, la rassicurazione dello stesso Comazzi: "La vasca di laminazione alla Cascinazza è utile per prevenire ed evitare le esondazioni del Lambro, quindi si tratta di fare una scelta dettate dalle reali priorità per reperire i fondi necessari".