FRANCESCO FELICE
Cronaca

La Bocconi ha ridefinito l’idea di campus

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Francesco Felice

Buonfantino*

Da centrale del latte a esclusivo polo universitario targato Bocconi: il nuovo campus è un gioiello di architettura e funzionalità. Inaugurato dal presidente Mattarella nel novembre 2019, è un intervento paesaggistico a tutti gli effetti. Linee morbide, andamento ondulatorio, pareti curve e trasparenti, questo è lo stile Bocconi. Ad aggiudicarsi il concorso è stato lo studio Sanaa, nella motivazione si legge: "Capacità di ridefinire il concetto di campus come elemento integrante del tessuto urbano, con un insieme di edifici unitario, organico, non invasivo e contemporaneamente aperto - fisicamente e visivamente - al contesto". Il polo universitario non è avulso dalla realtà o lontano dalla quotidianità cittadina, bensì elemento di continuità con la metropoli; gli spazi sono condivisi con tutta la popolazione, come l’area sportiva e il parco. Costo dell’opera 150 milioni di euro per una struttura che conta un pensionato da 300 posti, 4 edifici universitari, centro sportivo con due piscine, area fitness, campi da basket e volley con tribune da mille spettatori. La struttura è immersa nel verde: "Abbiamo cercato di integrare l’università con il parco usando la forma architettonica della corte", dicono Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa.

Gli edifici fanno da scudo a un ambiente interno a tutto vantaggio degli studenti, liberi di spostarsi rapidamente. Tutte le palazzine sono costruite in vetro, così da sfruttare quanto più possibile la luce naturale e dimezzare l’uso di quella artificiale. "Nella realizzazione del complesso, l’attenzione alla sostenibilità ambientale è stata massima – dice il rettore Gianmario Verona – come dimostrano le numerose soluzioni innovative che garantiscono l’autosufficienza energetica, l’assenza di emissioni nocive, pompe di calore e gruppi frigoriferi alimentati ad acqua senza consumo della stessa, prelevata e poi restituita al corso d’acqua del Ticinello". Encomiabile la scelta della Bocconi di seguire la strada del concorso di progettazione, modalità poco praticata in Italia che garantisce sempre una qualità elevata delle soluzioni. Al concorso hanno partecipato importanti nomi dell’architettura italiana e internazionale: David Chipperfield, Rem Koolhaas, Thom Mayne, Massimiliano Fuksas, Mario Cucinella, Cino Zucchi, Sauerbruch Hutton, Benedetta Tagliabue e Odile Decq.

*Gnosis Progetti