I soccorsi nel luogo dell'incidente e Chiara Venuti (nel riquadro)
I soccorsi nel luogo dell'incidente e Chiara Venuti (nel riquadro)

Vignate (Milano), 12 febbraio 2019 - Una nuova giornata del cordoglio a Vignate, che da sabato notte piange la scomparsa di Chiara Venuti, la 25enne rimasta uccisa nel tragico frontale sulla Sp 161. Piange e prega. Le due amiche di Chiara, che viaggiavano con lei sulla Clio condotta dalla ragazza, sono ancora ricoverate in ospedale. Condizioni stazionarie, ma situazione che ancora non consente di sciogliere prognosi e dissolvere l’angoscia delle famiglie: hanno riportato tutte e due fratture e lesioni ancora sotto la lente dei sanitari.

Le due giovani non sono ancora state sentite dai carabinieri, al lavoro per chiarire la dinamica del disastro. Non sono ancora in grado. Il loro racconto, quando saranno nelle condizioni di rivivere i momenti drammatici della notte fra sabato e domenica, sarà fondamentale. I carabinieri hanno sentito, nelle ore successive l’incidente, il conducente dell’Audi A6 che si è schiantata contro la Clio delle ragazze: un 59enne brianzolo, risultato subito negativo agli esami tossicologici e all’etilometro. I risultati dei rilievi non consentono, ad ora, di dire con certezza su quale carreggiata le due autovetture siano venute <WC>a<WC1> impatto, e soprattutto con quale dinamica. Su una strada secondaria, di collegamento fra provinciali, non molto battuta, ma che i residenti definiscono pericolosa, perché invita alla velocità. Uno schianto violento, a giudicare dalle condizioni delle automobili, entrambe distrutte. Poi, sicuramente, l’ultima carambola della Clio guidata da Chiara Venuti.

E il tocco maledetto della sfortuna, quando l’auto con le tre giovani donne a bordo, finita in un campo, ha terminato la sua corsa contro un manufatto in cemento, a ridosso di un fossato. Le cause esatte del decesso della giovane, estratta dalle lamiere come le amiche dopo un lungo lavoro dei vigili del fuoco, saranno chiarite dall’autopsia.<