Potrebbe esserci un "effetto lente" alla base dell'incendio che ha devastato il grattacielo di via Antonini. Le indagini procedono a 360 gradi e non tralasciano nessuna ipotesi possibile. Come quella dell'effetto in questione. Un effetto che rischia di sembrare una sorta di strategia da "Manuale delle giovani marmotte" e che per questo motivo potrebbe risultare poco credibile. Ma per ora gli investigatori stanno vagliando anche questa teoria. Di cosa si tratta? L'effetto lente prevede che un raggio di luce passi attraverso una lente, ovvero un pezzo di vetro fondamentalmente, la quale riflette la luce facendola confluire in un punto ben preciso. L'alta temperatura sviluppata da questa riflessione dei raggi solari avrebbe potuto far prendere fuoco al materiale sottostante. Secondo i vigili del fuoco e gli inquirenti, il possibile innesco di questo "effetto lente" sarebbe stato un oggetto di vetro, forse una bottiglia, lasciato sul balcone dell'appartamento al quindicesimo piano da cui è partito il rogo.

Le piste scandagliate dagli investigatori e dagli inquirenti in questi giorni sono numerose e differenti fra loro. Fondamentale a questo punto risulta però la rapidità: è importante effettuare il prima possibile una perizia sul grattacielo bruciato per fare in modo che il trascorrere del tempo e gli agenti atmosferici possano rischiare di "nascondere" l'innesco del rogo.