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31 mar 2022

Il campo comunale è di un privato Dopo 40 anni si va alla soluzione

L’atto di vendita dell’impianto nel quartiere Sant’Anna in realtà non era mai stato completato

gabriele bassani
Cronaca
Il campo sportivo finito al centro della contesa arrivata anche in Tribunale
Il campo sportivo finito al centro della contesa arrivata anche in Tribunale
Il campo sportivo finito al centro della contesa arrivata anche in Tribunale

di Gabriele Bassani

Un anno fa, una domanda apparentemente surreale fece scalpore in consigio comunale: "Di chi è il campo sportivo comunale del quartiere Sant’Anna?". La risposta sembrava ovvia e implicita: se il centro sportivo è comunale, sarà comunale pure la poprietà. Invece da quella domanda presentata in consiglio comunale dal consigliere d’opposizione Alfredo Puzzello, di Forza Italia, si sono accesi i riflettori su una vicenda che ha dell’incredibile e che forse, solo oggi, a distanza di più di quarant’anni, si avvia a soluzione. Di questo si parlerà nell’assemblea pubblica convocata proprio dal gruppo d’opposizione di Forza Italia e in programma domani sera alle 20.30 nella sala civica di via Sant’Anna 33. "Finalmente la verità, proviamo a fare chiarezza su questa storia che dura da troppi anni", annuncia Filippo Vicino, responsabile cittadino di Forza Italia. La storia è quella del campo sportivo di via Sant’Ambrogio nella frazione più ad Ovest di Solaro, al confine con Limbiate. "A una nostra interrogazione scritta il sindaco ha risposto che il campo sportivo è di proprietà del Comune di Solaro, invece da una nostra verifica al catasto risulta di 4 proprietari privati", aveva spiegato un anno fa in consiglio comunale Puzzello. All’interrogazione in aula rispose l’assessore Maurizio Castelnovo, facendo la cronistoria della vicenda, che è iniziata addirittura nel 1976 con l’approvazione di un primo progetto e proseguita nel 1979 con il progetto definitivo e "l’occupazione d’urgenza dell’area, come previsto dalle leggi di allora".

"L’indennizzo proposto ai proprietari non viene accettato. Poi, negli anni si arriva ad accordo bonario per pagare 13 milioni di lire. Ma il Comune non li ha mai pagati, perché nell’atto in cui i proprietari accettavano di cedere al Comune, dichiaravano che l’area era libera, senza alcun vincolo o gravame. Una volta davanti al notaio però, si scoprono ipoteche e vincoli, quindi il Comune non può procedere all’acquisto e non procede.

Nel frattempo però il campo da calcio con relativi spogliatoi viene costruito e si comincia ad utilizzare. La vicenda viene affrontata dal Tribunale di Monza e "solo negli ultimi mesi – spiegò l’assessore Castelnovo – è arrivata l’indicazione degli avvocati delle proprietà della possiblità di completare l’atto di vendita, cosa che faremo a breve". Un anno dopo, la vicenda non è ancora del tutto conclusa.

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