Sala operatoria (foto repertorio)
Sala operatoria (foto repertorio)

Milano, 7 luglio 2020 - Via due tumori in contemporanea, o il cancro e la metastasi, con il robot chirurgo 'multitasking'. All'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano sono stati eseguiti i primi interventi in sincrono, agendo contemporaneamente su due organi diversi. 

L'équipe integrata di chirurgia toracica e urologia, guidata da Lorenzo Spaggiari, direttore del Programma Polmone, ha operato a gennaio una donna con un tumore polmonare e metastasi singola al surrene. L'intervento è avvenuto con tecnica mininvasiva mediante robot chirurgico Da Vinci, asportando il lobo superiore del polmone sinistro e contemporaneamente la metastasi surrenalica sinistra. Il secondo paziente aveva un tumore polmonare e un tumore primitivo del rene ed è stato operato in piena emergenza Covid-19. Anche in questo caso è stata utilizzata una tecnica mini-invasiva robotica che ha esportato il lobo inferiore sinistro polmonare ed eseguito una contemporanea 'enucleoresezione' renale destra robotica.  I pazienti stanno bene. Entrambi, annunciano i medici, hanno "un'ottima prognosi".

"Siamo felici per i nostri pazienti - ha detto Spaggiari - e siamo soddisfatti non solo per la riuscita degli interventi, che sono unici al mondo, salvo un caso precedente e isolato eseguito presso il National Medical Center negli Stati Uniti, ma anche per il significato per tutta la chirurgia toracica oncologica". E ha spiegato: "Abbiamo dimostrato che la tecnologia robotica mininvasiva permette di trattare anche pazienti fragili, oligometastatici (vale a dire con numero limitato di lesioni secondarie) e con problemi respiratori. Dunque, la tecnologia associata all'expertise del chirurgo permette di offrire una chance terapeutica importante a pazienti che fino a ieri potevano contare solo su cure farmacologiche, o su interventi eseguiti in momenti differenti con una maggiore morbilità".

La chirurgia toracica dell'Irccs di via Ripamonti, è "prima in Italia per numero di interventi, in base alle classifiche Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali)", ricorda l' Ieo. "Da anni mi impegno perché si affronti il problema della qualità delle prestazioni - ha sottolineato Spaggiari - e soprattutto perché
l'informazione venga condivisa con la popolazione, in modo tale che i nostri pazienti possano scegliere liberamente e coscientemente di essere curati nel centro che reputano migliore. Un'importante ricerca recentemente pubblicata da un gruppo dell'Istituto Tumori di Milano, ha dimostrato che la mortalità postoperatoria si riduce in modo significativo nei centri ad alto volume, e che il numero di pazienti operati presso le Unità di chirurgia toracica di questi centri influisce in modo significativo sulla sopravvivenza a lungo termine".

Anche i pazienti con tumore del polmone metastatico "sopravvivono più a lungo se trattati in centri di riferimento, come dimostra un lavoro appena pubblicato sulla rivista Iaslc (International Association for the Study of Lung Cancer). I nostri due casi - ha concluso l'esperto - confermano queste evidenze e aprono nuovi orizzonti di speranza anche per i casi più complessi".
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