Un carrello della spesa in un'immagine di repertorio

Milano, 12 maggio 2018 - Un voyeur da supermarket, un “guardone” da Kinder maxi. Agiva nel centro commerciale di Cesano Boscone, alle porte della metropoli, mettendosi a seguire le giovani donne in short o gonne mini, mentre erano concentrate nello shopping. E poi si divertiva a filmare i loro più o meno leggiadri fondoschiena, ovviamente badando a non farsi notare. Una specie di Tinto Brass dei poveri (di spirito), costretto però a mimetizzare la telecamera del cellulare per evitare guai durante le riprese. Ed ecco l’unico vero tocco di genio: la “cover” con riproduzione stampata del Kinder maxi perfettamente aderente al telefonino. Così chi buttava uno sguardo distratto al suo carrello della spesa avrebbe notato solo quella merendina un po’ strana, ma niente di più. Peccato che qualcuno ha però notato lui e il suo carrello seguire e avvicinare da dietro in più occasioni giovani donne. E ha cominciato Il telefonino «mascherato» da confezione di Kindercosì a sospettare qualcosa. Gli addetti alla sicurezza hanno segnalato il personaggio ai carabinieri e loro lo hanno fermato mentre era ancora appostato.

Impiegato 43enne celibe e una evidente predilezione per i posteriori femminili, non ha nemmeno provato a negare. Del resto sarebbe stato abbastanza complicato, visto che nella memoria del cellulare non mancavano le prove delle sue fantasiose riprese. Anzi, quasi come un regista in fase di montaggio, porgeva egli stesso il telefonino al suo pubblico in divisa nella speranza, forse, di ottenere se non una semplice strizzatina d’occhi almeno un po’ di maschile comprensione. Invece niente. I militari per nulla commossi dalla sua poetica regia l’hanno inevitabilmente identificato e denunciato anche per possesso di materiale pedopornografico, dato che - stando al verbale - uno dei brevi video riprendeva una ragazza certamente di minore età. L’impiegato rischia anche l’accusa di violazione della privacy delle sue inconsapevoli vittime, che prima però dovranno essere identificate, magari confrontando le immagini a tutta figura delle telecamere dell’ipermercato con quelle un po’ più ravvicinate e particolari girate dall’indagato. Chissà se alla Procura servirà un consulente.