Joker
Joker

Cassina de' Pecchi (Milano), 10 gennaio 2021 -  Due profondi tagli ai lati della bocca la costringeranno a sottoporsi a un delicato intervento di chirurgia plastica. Solo così potrà recuperare il sorriso la ragazzina di 14 anni della Martesana che lunedì si è presentata al pronto soccorso di Cernusco sul Naviglio, nel Milanese, con ferite sanguinanti in faccia. A sfregiarla, con il suo consenso, sarebbe stato il fidanzatino, 17 anni, di Cassina de’ Pecchi. Dietro alla torbida vicenda, l’ombra del "Glasgow smile", pratica comune fra gli hooligans, i tifosi violenti del Regno Unito, rilanciata dal film Joker del 2019. È a tutto questo che potrebbero essersi ispirati i due ragazzini.

Ma la loro storia è tutt’altro che una sceneggiatura cinematografica. È la tragica realtà rivelata poco a poco dalla coppia di adolescenti. Dopo le incisioni al volto, si sono presentati ai sanitari dell’Uboldo inventandosi l’aggressione di una gang. Hanno sostenuto la tesi con diversi particolari, fragili, però, a un attento esame. La versione della rapina non ha affatto convinto il medico di guardia che - da prassi - ha avvisato i carabinieri, incaricati di fare luce sull’episodio. La delicatissima indagine, coordinata dalla procura minorile di Milano, squarcia il velo su una realtà che fa paura: i due avrebbero deciso di deturparsi a vicenda, una scelta frutto di un gioco terribile. Un episodio estemporaneo, ingiustificato, lontano dalla vita di entrambi, senza problemi di sorta: sono studenti delle superiori con genitori che se ne occupano a tempo pieno. Una vita del tutto simile a quella di migliaia di coetanei. Per questo il colpo è stato durissimo per le famiglie italiane da qualche giorno precipitate in un girone infernale.

La loro esistenza è cambiata lunedì sera dopo la corsa all’ospedale con il cuore in gola e la verità che prende forma: il drammatico copione seguito dai figli. La faccia sfigurata di quella che è poco più di una bambina, lui che avrebbe dovuto sottoporsi alla stessa tortura volontariamente, per mano di lei. Il dolore, il sangue e la scelta di fermarsi. Lo smarrimento per tutti è enorme.

«Una dinamica che sulla carta ricorda la coppia dell’acido – dice Elisa Balconi, sindaco di Cassina e psicoterapeuta -. Non conosco il caso, ma i nostri due ragazzi mi riportano alla memoria Alexander Boettcher e Martina Levato. Quando ho saputo sono rimasta sconvolta. Questi adolescenti ci stanno dicendo qualcosa. Il Covid significa migliaia di morti e tanto dolore, ma anche sofferenza per i giovanissimi, strappati alla quotidianità e isolati in cameretta. Bisogna accendere i riflettori sulla loro situazione. La pandemia lascia eredità pesanti". Lo sa bene quella ragazzina, chiusa in una stanza del Niguarda, in attesa di entrare in sala operatoria.