Il presidente del Comitato olimpico internazionale (Cio) Thomas Bach
Il presidente del Comitato olimpico internazionale (Cio) Thomas Bach

Milano, 28 settembre 2020 - Non è un fulmine a ciel sereno. Il presidente del Comitato olimpico internazionale (Cio) Thomas Bach arriva in Italia, a Imola, per i Mondiali di ciclismo, attacca frontalmente la legge che intende riformare lo sport italiano e si dice preoccupato per l’organizzazione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Le dichiarazioni di Bach rimbalzano subito in Lombardia e a Milano, ma fino a ieri sera nessuna reazione ufficiale da parte del governatore Attilio Fontana, del sindaco Giuseppe Sala e dell’amministratore delegato della Fondazione olimpica Vincenzo Novari. L’impressione è che i Giochi a Cinque Cerchi sull’asse lombardo-veneto siano finiti nel mezzo della guerra tra il presidente del Coni Giovanni Malagò e il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora – con Bach, in questo caso, a far da sponda al primo – sul nodo del testo unico di riforma dello sport che prevede la coabitazione tra Governo, Coni e nuova società statale Sport e Salute.

Ma cos’ha detto, esattamente, il numero uno del Cio? "Siamo molto preoccupati sulla non funzionalità del Coni, il testo unico di riforma dello sport italiano non è conforme alla Carta olimpica. Questo significa che siamo anche molto preoccupati per la preparazione e l’organizzazione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026". Parole pesantissime, quelle di Bach, che aggiunge: "Capisco che ora il Coni sta cercando un’altra soluzione, per riuscire a soddisfare i requisiti minimi, quindi essere in accordo con la Carta olimpica e soddisfare appieno l’accordo sottoscritto sulla Carta. Speriamo che una soluzione venga raggiunta molto presto, perché Tokyo (I Giochi del 2021, ndr ) non aspetta e Milano-Cortina non aspettano".

I dubbi del Cio, in vista del 2026, riguardano in particolare la pista di pattinaggio velocità di Baselga Piné, in Trentino, che necessita di pesanti interventi per realizzare la copertura, e la costruzione della pista di bob, skeleton e slittino a Cortina d’Ampezzo, in Veneto. La replica di Spadafora a Bach non si fa attendere: "Se per Bach l’autonomia del Comitato olimpico in Bielorussia non è in discussione, figuriamoci in Italia. È ridicolo sostenere che la riforma possa incidere sulla preparazione degli atleti italiani e sulle loro possibilità di vittoria a Tokyo, una frase che offende l’Italia e i suoi grandi atleti". Non è finita. "Chiederò conto a Bach di queste sue parole e di tutte le sue dichiarazioni in una lettera che gli invierò domani (oggi, ndr). Intanto lo tranquillizzo sui preparativi di Milano-Cortina 2026, che procedono bene, come potranno confermargli sia il presidente del Coni che il presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026, che del resto sono la stessa persona: forse potrebbe in questo caso ravvisarvi qualche forma di conflitto di interesse, anche alla luce di notizie emerse sulla stampa".

Spadafora , quando parla della doppia presidenza e di una forma di conflitto di interesse, si riferisce proprio a Malagò. La guerra continua. E stavolta di mezzo ci sono andate le Olimpiadi Milano-Cortina 2026.